Ma non basterà andare alla guerra

Stavolta sarà decisivo capire la stoffa della Nazionale: se sará quella tessuta dal ct ci regalerá qualche soddisfazione.

C'é una spiegazione tecnica allo scetticismo che accompagna questa sera l'Italia di Conte al debutto nel torneo dinanzi al Belgio diventato all'improvviso uno spauracchio per il calcio italiano. Ne ha parlato apertamente lo stesso capitano Gigi Buffon, segno che é avvertito dal gruppo dei 23 e viene considerato persino legittimo, non insomma uno sgambetto di critica e tifoseria sparsa. Lo scetticismo é spiegato dall'assenza di cifra tecnica in questa squadra che non é dotata di grandi talenti sparsi nei diversi settori del campo ma assistita da professionisti collaudati e da giovanotti disposti a tutto pur di meritare la fiducia del ct. L'abilitá tecnica può diventare la qualitá indispensabile per fare strada, basta vedere ad esempio cosa é successo alla Croazia ieri pomeriggio per conoscere in anticipo lo svolgimento di questo europeo. Modric ha risolto contro la Turchia con prodezza balistica personale e altre due traverse sono arrivate dagli esponenti più dotati di quella rappresentativa.

Conte non avendo righello e compasso a disposizione, ha deciso di puntare tutto o quasi sul rigore tattico da un canto, sulla corsa e sull'agonismo, sulla clava per usare un attrezzo in linea con le sue prediche. Per tutta la durata del brevissimo ritiro ha infatti ripetuto con ossessione lo stesso concetto: voglio una squadra di guerrieri. E' questa la strada tracciata, questo lo schema preferito e da questo registro non intende allontanarsi anche nelle scelte relative che ne sono l'espressione plastica. Una su tutte può risultare didascalica: Darmian a sinistra nel quintetto di centrocampo preferito a El Shaarawy che ha caratteristiche e virtù marcatamente offensive. É vero, dall'altra parte c'é Candreva che ha piedi educati e una buona frequentazione con il gol ma la carenza maggiore é nella costruzione del gioco. Perciò di sicuro, lungo il corso della sfida, ci sará bisogno di uno come Insigne e magari dello stesso Zaza a cui viene preferito, per discutibili e misteriose qualitá, Pellé.

Buffon a parte, il resto della fiducia nazionale é riposta nelle energie nervose del suo condottiero in panchina che non ha mai smesso di ripetere che sará indispensabile usare la testa, qui intesa come esperienza, capacità di sottrarsi al miglior palleggio del belgi per prenderli d'infilata. Per questo motivo forse alla fine di un ballottaggio sotterraneo é stato preferito Eder al fianco di Pellé. L'interista non é reduce da un brillante 2016, ha fatto pochissimo in fatto di gol e nelle rare apparizioni ha piú deluso che mantenuto le promesse. Di solito la prima sfida é quella che può orientare il destino nel girone anche se qualche precedente in materia (nel '96 in Inghilterra Sacchi vinse contro la Russia ma poi fu eliminato) é pronto a smentirlo. Ma stavolta sarà decisivo capire la stoffa della Nazionale: se sará quella tessuta dal ct ci regalerá qualche soddisfazione.