La "A" non è la Champions, Milik torna infallibile. E il Napoli ritrova il sorriso

Punizione-gol nel recupero dopo l'errore di Liverpool Ancelotti rinvia lo scudetto d'inverno della Juventus

Passare in pochi giorni dal gol fallito a Liverpool alla parabola vincente di Cagliari. È il destino di Arkadius Milik, che in serie A viaggia a una media migliore di Piatek e Cristiano Ronaldo (un gol ogni 103 minuti) e che in Europa non riesce a essere protagonista. Ma se il titolo d'inverno non è ancora matematico per la Juve e il campionato mantiene una piccola finestrella aperta, lo si deve all'attaccante polacco. Il gol sui titoli di coda a Bergamo, la doppietta al Frosinone e ieri la pennellata su punizione qualche secondo dopo il 90' sono il biglietto da visita di «Arek», elogiato da Ancelotti alla vigilia tanto da annunciarne la presenza alla Sardegna Arena.

Lo splendido gol della punta regala al Napoli una vittoria strappata con i denti e con quel po' di fortuna che spesso gli è mancata. Un successo che serve a rasserenare gli animi dopo l'eliminazione Champions e che suona quasi come una beffa per un ottimo Cagliari. Bravo la settimana scorsa a rimontare nel finale due gol alla Roma e che ieri ha tenuto testa a lungo alla truppa di Ancelotti, a tratti confusionaria e non sempre lucida in campo, forse anche per l'ampio turnover applicato dal tecnico. Non era una gara facile per il Napoli, ancora ferito psicologicamente dall'amara notte di Anfield. L'allenatore emiliano, alla vigilia, aveva rilanciato guardando già con ambizione all'Europa di riserva tanto per dare un segnale forte al gruppo. L'altro segnale lo fornisce con le scelte iniziali per Cagliari: fuori per la prima volta in stagione dall'undici titolare sia Insigne che Mertens e in panchina anche capitan Hamsik e Callejon. In pratica i quattro giocatori un po' sotto tono in terra inglese e che secondo il tecnico di Reggiolo avevano bisogno di ricaricare le batterie.

Al fischio d'inizio dell'arbitro Doveri si assiste così a un nuovo Napoli per interpreti: Diawara in regia, Milik davanti assistito alle spalle da Fabian Ruiz forse troppo velocemente sostituito nella gara di Champions, Malcuit e Ounas sulla corsia di destra, Ghoulam alla prima apparizione da titolare dopo il rientro. E la truppa azzurra nel primo tempo appare un po' spaesata anche perchè senza ispirazioni e con troppe seconde linee che non riescono a dare vivacità alla manovra.

Se il Napoli fatica a essere pericoloso, Ospina deve sventare un paio di occasioni sarde. La gara dei partenopei decolla solo a inizio ripresa, non tanto per il gioco espresso quanto per l'intensità. Milik fa le prove del gol con una zuccata che colpisce la traversa, Ancelotti rende la squadra sempre più a trazione anteriore calando tutti gli assi dell'attacco presenti in panchina. Il Cagliari si arrocca, tenta qualche ripartenza che sortisce qualche tiro dalla distanza di Bradaric e uno di Padoin sventato da Ospina. Fino alla perla di Milik, merce rara nel nostro campionato (è appena il quinto gol su punizione diretta segnato in assoluto nella serie A 2018-19). Ancelotti esulta nella sua area tecnica, Doveri concede sette minuti di recupero che non cambiano l'esito del match. Il Napoli continua ad esserci anche se il distacco dalla Juve (-8) resta invariato, così come uguale è il vantaggio sull'Inter (+6).