Non solo Brignone L'Italia forza otto cerca un colpo gigante

Tante azzurre nel primo gruppo, ma serve subito un acuto. Shiffrin, Gut&C. permettendo

Nervosismo, eccitazione, curiosità questo si è respirato ieri a Soelden alla viglia della prima gara di coppa del Mondo. Sensazioni belle, da primo giorno di scuola, quando ci si ritrova dopo mesi di vacanza. I mesi trascorsi da marzo a oggi, però, sono stati tutt'altro che una vacanza per i campioni dello sci che, lontano dai riflettori, hanno preparato la nuova stagione testando e mettendo a punto nuovi materiali, sudando in palestra o sui campi d'atletica, in strada o sui sentieri di montagna e poi, soprattutto, hanno sciato. Sui ghiacciai alpini e nell'emisfero sud, sulle piste di Argentina, Cile e Nuova Zelanda, dove ad agosto e settembre è pieno inverno.

Ora però si torna a fare sul serio, a sciare per i risultati che contano e non per essere i più veloci in allenamento. E anche per chi a Soelden ha già corso più di dieci volte, ad esempio i fratelli Manuela e Manfred Moelgg, «ogni volta è sempre come la prima». Persino il re Marcel Hirscher ha ammesso di essere sempre nervoso per la prima gara: «Perché non so a che punto è la forma, non so come stanno gli altri, non so se il set up dei materiali è quello giusto». Già, la prima gara per molti arriva troppo presto ed essendo troppo lontana dal resto della stagione, che inizierà in modo regolare fra più di un mese, è difficile arrivarci con la forma giusta. Mettici poi quella pista verticale sul ghiacciaio in alta quota ed ecco che la difficoltà, quindi la tensione, crescono ancora. «Pensare di scendere giù di là mette veramente paura, era la prima volta che vedevo quel muro ed è stato un po' uno choc. Però non vedo l'ora di provarci!» ha detto ieri l'esordiente Laura Pirovano, 19 anni, grande speranza dello sci italiano assieme a Marta Bassino. Laura sarà l'unica fra le azzurre a partire fuori dalle trenta, il resto del plotone, 8 atlete, è infatti nell'élite mondiale e hanno ragione i tecnici a vantarsi di avere la squadra più forte del mondo. I numeri della passata stagione dicono proprio questo, ora però servirebbe un salto di qualità, perché il gruppo va bene, ma visto che lo sci è sport individuale una vittoria vale sempre di più di tanti bei piazzamenti.

Un anno fa il gran colpo riuscì a Federica Brignone, sognare il bis si può, ma non sarà facile perché Brem, Gut, Shiffrin, Weirather, Drev e le altre non staranno certo a guardare la bella danza di Fede e delle sue compagne di squadra, ma penseranno solo ad andare più veloce di loro. Si riparte dunque, per una stagione che a febbraio avrà un appuntamento importante a St. Moritz per i Campionati del Mondo, dove sicuramente vedremo anche le grandi assenti di questa prima tappa, da Lindsey Vonn, rimasta negli Usa per i suoi mille impegni extra sci e non ancora pronta per una gara di gigante, a Viktoria Rebensburg, infortunata, e Anna Fenninger (ora signora Veith), ancora alle prese con il recupero dal gravissimo infortunio di un anno fa. Fra gli uomini domani, mancherà invece Aksel Lund Svindal, che sta faticando più del previsto a rimettersi dopo la terribile caduta di Kitzbühel: il ginocchio fa sempre male, ci riproverà a Lake Louise, fra un mese.