"Il nostro calcio è povero ma Monaco pensa alla F1"

Pasquale Bruno: "La Juve deve farcela: una cosa è uscire con le grandi, un'altra con questi. Conosco bene il football monegasco: giovani, grandi mezzi fisici, ma hanno speso tutto"

Stasera il Monaco, domenica il Toro in un derby che per la Juve significherà poco o nulla visto come si sono messe le cose in campionato: Pasquale Bruno, ex difensore prima bianconero e poi granata (anche dentro), che settimana sarà? «Per la Juve conta solo la partita nel Principato. Per il Toro, spero che quella di domenica sia l'occasione per battere finalmente i cugini dopo vent'anni».

Monte Carlo e il calcio di alto livello: binomio possibile?

«Se uno non vuole vivere sotto stress, sì. Mio genero (l'ex attaccante leccese Chevanton, ndr) ci ha giocato un paio di stagioni e so come vanno le cose lì: stadio sempre mezzo vuoto, poca passione e testa sgombra. A volte può essere un vantaggio, ma non c'è paragone con ambienti tipo San Siro o il Bernabeu: il calcio è bello quando c'è passione, non quando è tutto ovattato».

Juve favorita?

«Sì, e non solo per l'1-0 dell'andata. I francesi sono un buon gruppo e con grandi mezzi sia fisici che tecnici, ma hanno già fatto il massimo eliminando l'Arsenal».

Se la squadra di Allegri uscisse, sarebbe un fallimento?

«Sì. Un conto è finire la corsa contro le vere grandi d'Europa, un altro contro il Monaco. Con tutto il rispetto, lì pensano più alla Formula uno che al calcio».

Tiferà Juve?

«Passiamo oltre…».

Niente spirito di patria?

«Mettiamola così: la Juve è la sola squadra italiana che merita di stare nel calcio che conta davvero. Le altre sono indietro anni luce e certi allenatori sarebbero da prendere a calci nel sedere. Basta vedere che figura ha fatto pochi giorni fa a Torino la Lazio seconda in classifica».

Da avversario, le sarebbe piaciuto affrontare questa Juve?

«Sì, per vedere se davvero Tevez è così forte. È senza dubbio un ottimo giocatore, ma gli concedono troppo spazio: lui gira al largo ed è furbo, ma con i difensori di una volta avrebbe faticato molto di più. Adesso le squadre tengono la linea alta, una cosa da morire dal ridere che permette a certi vecchietti come Toni, Di Natale ed Eto'o di fare ancora la differenza».

Anche i difensori della Juve non le piacciono?

«Bonucci e Chiellini sono i migliori in Italia, ma si è visto al Mondiale che non valgono il top: se la Juve avesse gente come Thiago Silva e Sergio Ramos sarebbe tra le favorite in Champions».

Magari festeggerà un paio di giorni e il suo Toro vincerà un derby dopo 20 anni.

«Sarebbe ora. All'andata è arrivato il gol che mancava da una vita, adesso bisogna portare a casa i tre punti. Intanto, quest'anno in alcuni momenti si è rivisto il vero spirito granata. Spero che Ventura se la giochi a viso aperto, con Quagliarella e Maxi Lopez subito in campo».

L'importante è…...

«Trasmettere emozioni, facendosi travolgere dalle stesse e provando ad andare oltre i propri presunti limiti. Nel 1991, dopo la mia espulsione e quella di Policano, il Toro mise lo stesso sotto la Juve: perse, ma fece contenta la propria gente perché ci aveva provato. In Italia invece tante squadre partono già rassegnate».

Il Toro di nuovo in Europa: si può?

«Se batte la Juve, sì. E comunque Cairo rifletta: con il livello attuale del nostro calcio, basta un piccolo sforzo per avvicinare la zona Champions».