La nuova anima di Milano domina la bolgia turca

L'Emporio Armani lascia sotto il faro di Istanbul, dove tenta inutilmente di essere una squadra di Obradovic questo Fenerbahce che può spendere oltre 3 milioni per uno come Kleiza, il virus che l'aveva intossicata negli ultimi anni, purifica ancora di più il suo gioco ispirato da Gentile, arricchito dal solito Moss, e agguanta vincendo 82-73 il secondo posto nel girone dietro il Barcellona.
Come nelle corride fino a quando serviva l'arte Milano ha messo i chiodi sulla bara dell'allenatore più vincente d'Europa, poi quando Obradovic si è fatto espellere sul 36-52 dopo 3'45" del 3° quarto, dal fachiro Arteaga sotto i riflettori dopo aver ammesso di aver subito tentativi di corruzione in finali importanti, è cominciata la caccia all'uomo e gli espada di Banchi che erano stati portati davvero in alto prima da Melli, poi da Lawal, hanno colpito duro, implacabile Moss, bellissimo e completo Gentile più di Hackett o Jarrels, ma era evidente che la bolgia avrebbe truccato un po' l'atmosfera. Dopo il 54-68 del terzo intervallo ecco che il Fenerbahce a meno 5' dalla fine pigliava a sassate il canestro di Milano tornando a meno 9 e poi a meno 7, ma era anche il momento per trovare l'essenza europea di questo Emporio che anche senza Langford fa conoscere la sua nuova anima e quando i turchi sono andati a meno 5 con 2' da giocare ecco Moss graffiare alla sua maniera. Esame di maturità importante per il gruppo, che adesso vede orizzonti belli come quelli del 1997, l'ultima volta che Milano andò nei quarti, ma che potrebbero diventare splendidi nel play off probabile contro il Maccabi che sono la chiave per far esplodere il Forum dove si giocheranno le finali. Questa vittoria vale tanto per la testa, per la classifica, per la storia nuova del club che ora può preparare una degna accoglienza per il 2 aprile al Barcellona dominatore del girone, tanto per capire come si sta a una certa quota tecnica.