Olimpiadi, Corea sferzata dal vento, rinviato anche il gigante femminile L’Italia manca il miracolo nel pattinaggio a squadre

Quarto posto nel Team Event dietro gli Stati Uniti. Kostner: “Avremmo bisogno di un migliaio di piste in più”

Sfuma il sogno della medaglia di bronzo per l’Italia nel pattinaggio artistico a squadre mentre il quartetto d’oro dello slalom gigante donne, formato da Federica Brignone, Sofia Goggia, Marta Bassino e Manuela Moelgg, è stato fermato ma dalle condizioni meteo: gigante rinviato a giovedì per il forte vento, come era successo alla discesa libera maschile domenica. Per ora le circostanze ambientali non soffiano a vantaggio dei Giochi in Corea, dove è stato registrato anche un terremoto, di magnitudo 4.6, nella zona orientale del Paese, a meno di duecento chilometri da Pyeongchang. Mentre le temperature potrebbero abbassarsi fino a -25 gradi, con raffiche che hanno puntato addirittura ai 100 chilometri, si prega che giovedì il tempo viri al sereno, perché a questo punto nella stessa mattina (piena notte, mercoledì, in Italia) si svolgeranno sia la discesa degli uomini che il gigante delle donne. E’ a rischio anche la combinate uomini di domani. La strada verso una medaglia nel pattinaggio artistico a squadre, mai raggiunta dall’Italia, si è invece complicata quasi subito. Nel singolo maschile, programma libero, Matteo Rizzo ha ottenuto un buon quarto posto. Ma i rivali diretti, gli Stati Uniti, già davanti di un punto, hanno incrementato il vantaggio a due punti grazie al terzo posto del loro rappresentante. Fino a questo punto una situazione che poteva essere da pronostico, ma nel singolo femminile le ambizioni dell’Italia hanno iniziato a sgretolarsi quando l’americana Mirai Nagasu ha ottenuto un punteggio ottimo, oltre i 137 punti, il primato stagionale, con l’esecuzione di un triplo axel – unica donna a queste Olimpiadi - considerato dai giudici completo. Punti pesanti che l’hanno messa davanti a tutte nella classifica provvisoria. Una circostanza non incoraggiante per Carolina Kostner, che ha rischiato tornando a inserire il triplo lutz in avvio di programma sulle musica di Debussy, Il pomeriggio di un fauno, ma non è stata perfetta negli atterraggi dei salti per lei più facili. Un programma tutto sommato buono e molto migliore dell’Europeo, ma a cui i giudici hanno assegnato alcune deduzioni nella revisione degli elementi tecnici. Il punteggio, 134, non è quindi bastato per soli tre punti per mettersi alle spalle l’americana. Kostner ha cambiato un altro abito rispetto agli Europei, esibendosi questa volta in blu cobalto, e alcuni fan sui social già chiedono che torni a quello d’inizio stagione. Nel pattinaggio il vestito non è un vezzo, ma un elemento importante anche per l’impressione artistica complessiva dell’esibizione, importante anche per il pattinatore per “sentire” la musica. Dopo Carolina è scesa in pista la portentosa adolescente russa Alina Zagitova , che ha chiuso con uno stratosferico punteggio di 158. Quindici anni, allieva a Mosca dell’infallibile team di Eteri Tuberitze che ha allevato anche l’altra russa (diciottenne) in corsa per la medaglia d’oro nell’individuale, Evgenia Medvedeva, ha eseguito tutte le combinazioni di salto più difficili sulle note del Don Chisciotte, migliorando moltissimo l’aspetto artistico. A quel punto la prova della coppia Anna Cappellini e Luca Lanotte nella danza su ghiaccio di coppia è stata difficile a livello psicologico tanto se non più di quella della Kostner. Si sono piazzati quarti, avrebbero dovuto lasciare gli americani alle spalle di quattro posizioni, circostanza impossibile. La prova si è chiusa dunque con tre quarti posti per l’Italia e il quarto complessivo dietro Canada, Russia e Stati Uniti. Un risultato comunque storico, ottenuto grazie anche alle coppie dell’artistico, Marchei-Hotarek e Della Monica-Guarise, in gara nei giorni precedenti. Un risultato di cui essere tutti “orgogliosi” ha sottolineato Kostner. Quello che ci si domanda è cosa succederà tra quattro anni se non dovranno più essere in pista questi atleti longevi che, a parte il diciannovenne Rizzo, hanno tutti superato o sfiorano la trentina. L’Italia per competere con i giganti avrebbe bisogno “di un migliaio di piste in più”, ha chiarito Carolina ai microfoni Rai. Complessivamente le prestazioni sono state un banco di prova per la gara individuale, in programma dal 20 febbraio in poi. Carolina dovrà puntare sulla precisione degli arrivi di tutti gli elementi, per avere un pannello tecnico dove non possano esserci dubbi o interpretazioni di sorta.