Oltre 500 milioni per la maggioranza Mr. Bee accelera, ma la Cina piace

Mister Bee Thaechaubol è un tipo sveglio. Nelle ultime ore ha colto al volo i segnali provenienti da Arcore ed è corso ai ripari. Innanzitutto ha cambiato metodo di comunicazione: invece di affidarsi a futuri e improbabili ad, avvocati chiacchieroni e intermediari discutibili, ha eletto a portavoce unico un suo uomo di Thai Prime, il fondo d'investimento creato in Thailandia. Seconda mossa strategica: ha fatto sapere di essere pronto (con l'apertura di una linea di credito da 550 milioni) ad acquisire subito la maggioranza delle azioni in dote a Fininvest senza però modificare l'attuale assetto societario. Anzi facendo filtrare la disponibilità a conservare Silvio Berlusconi presidente d'onore per 5 anni riconfermando piena fiducia negli attuali ad, Barbara Berlusconi e Adriano Galliani. Per la prima volta, infine, il suo arrivo in Italia, programmato per domenica, con un passaggio da Londra (per raccogliere l'adesione del fondo Dayer sports specializzato in cartellini di calciatori che fa capo al brasiliano Nelio Lucas), è stato affidato all'agenzia Ansa a testimonianza della intenzione di voler parlare a tutti i media. Da lunedì, allora, tutti all'erta per capire dove e quando ci sarà l'incontro con Silvio Berlusconi, incontro che non può di sicuro sfociare nella firma di un contratto vero e proprio. Mister Bee deve fare i conti con il concorrente cinese e il "prendere o lasciare" si può fare al mercato del pesce non in questa trattativa. A tal proposito anche i giornali specializzati, tipo il Sole 24ore , hanno fatto luce sulla storiella della penale che secondo taluni l'azionista dovrebbe versare a mister Bee nel caso fosse respinta la sua proposta d'acquisto. Non esiste alcuna clausola ma solo il rimborso delle spese sopportate per realizzare la due diligence , spese che non ammontano certo a cifre iperboliche, tipo 20-30 milioni. Chi faccia parte dello schieramento del broker thailandese non è ancora dato sapere. Di sicuro invece è al mercato cinese che il Milan continua a guardare, come ha ripetuto in modo didascalico ieri Franco Baresi, giunto a Pechino per presentare, con Zanetti, la tourneè di fine luglio con il Real Madrid. Raccontando dell'entusiasmo incontrato nella capitale, l'ex capitano ha tirato fuori una cifra monstre , «i tifosi del Milan qui in Cina sono calcolati in 60 milioni». Un motivo in più perché il presidente Berlusconi continui a considerare la cordata cinese la soluzione migliore. C'è anche il procuratore di Destro che ha capito l'antifona e definito la permanenza a Milanello del suo assistito improbabile. Infine il vertice su San Siro ieri pomeriggio a palazzo Marino, con lady B, Thoir e Pisapia. Il comune ha chiesto garanzie ai due club per la partecipazione alle spese di manutenzione straordinaria da effettuare per la finale di Champions league del 2016 (3,5 milioni). Tra 10 giorni arriveranno gli ispettori dell'Uefa e bisognerà dare un'accelerazione ai lavori che non sono di poco conto. Previsto anche l'abbattimento delle barriere tra le tribune e il terreno di gioco sull'esempio, virtuoso, di Firenze e dello Juventus stadium.