«Ora con la Ducati me la posso giocare Bulldog a parte...»

Andrea Dovizioso e la Ducati, anno secondo. Pilota italiano su moto italiana, una grande responsabilità.
Ripartiamo dalla passata stagione, come l'ha vissuta?
«Non come volevo perché quando non riesci a fare risultati non è bello… Soprattutto quando hai a che fare con i tifosi Ducati che sono molto particolari. Uno dei miei obiettivi è proprio quello di riuscire a trasmettere tanto ai ducatisti. E credo che loro possano ridarti indietro emozioni importanti».
I test hanno detto che la storia sta cambiando. Lei sostiene che adesso con l'ingegner Gigi Dall'Igna si lavora con più logica, cosa intende?
«Se non hai in mente cosa e come cambiare non ottieni il risultato sperato… Come è successo negli ultimi anni, nonostante il tantissimo lavoro. Invece c'è riuscito Gigi. Non ha potuto fare una moto nuova, ma senza cambiamenti radicali e mettendo tutto insieme è venuto il risultato. Stavolta possiamo completare il puzzle».
Intanto avete ridotto il gap dai big. Avevate chiuso a un secondo e mezzo al giro dai primi…
«Siamo stati dei maghi a riuscirci in tre mesi, siamo più vicini anche se teniamo i piedi per terra. Bisogna migliorare ancora per salire sul podio».
L'anno scorso in Qatar fu quarto in qualifica…
«Però in gara andò male. Quest'anno siamo più competitivi in tutte le situazioni anche se sulla corsa c'è tanto da fare. Però possiamo andare forte».
Quindi sarà lotta per il quinto posto?
«L'anno scorso stare con Bautista, Bradl, Smith, Espargaró dipendeva da loro, ora ce la giochiamo».
Domenica compie ventotto anni e il podio sarebbe un bel regalo.
«Diciamo che ci vuole ancora pazienza, ma rispetto alla passata stagione la speranza è reale. Sono già contento di una Ducati più vicina ai primi. Se miglioriamo ancora, il podio arriverà».
Pronto a fare sportellate con il nuovo compagno Crutchlow come con Hayden?
«Non amo le sportellate. Sono successi due-tre episodi l'anno scorso. Meglio non parlarne… perché Nicky si era un po' incazz… ma senza motivazione. Adesso sono pronto a battagliare con Cal. Lui è come un bulldog, ti si attacca dietro e stringe fino alla fine. Mi aiuterà a dare il 100%».
In questa prima gara correrà con il famoso joystick sul manubrio per gestire varie configurazioni…
«Con la playstation non me la cavo molto bene…».
Nuove regole: siete “factory” con agevolazioni “open” e così userete il vostro software.
«Non doveva cambiare niente. Ci penalizzano se andiamo forte, ma vincere tre gare… Con un successo ci tolgono i litri di benzina e la gomma extra-morbida, ma non credo che ci condizionerebbe troppo».
Tra le novità c'è anche l'esordio di Sky, cosa ti aspetti?
«Che riesca ad entrare dentro al motomondo. C'è già riuscita con la F1».
Quanto è difficile presentarsi al via sapendo che la vittoria è quasi impossibile?
«È molto dura, ma bisogna saper vivere i momenti negativi. Quello che è successo l'anno scorso mi potrà solo servire».
2003, prima vittoria Ducati.
«Io ero già in pista, mi ricordo Capirossi…».
Adesso tocca a Dovizioso, basta guardarlo in faccia per capire che ha una voglia matta.