Per ora è una Juve da coppa del nonno

La Juve riparte senza gol. Un pareggio contro il Cesena per i campioni d'Italia al memorial Lugaresi. Non una prova da ricordare e nemmeno indicativa perché di fatto la Juve è al lavoro da appena tre giorni con i nazionali rientrati da tre giorni. Dal Conte al Conte Max. Dal martello al normalizzatore cambia molto nell'approccio, per ora pochissimo o quasi nulla in campo. Per Beppe Marotta un segno di intelligenza di Massimiliano Allegri la scelta di non toccare subito l'impianto tattico che ha regalato tre scudetti di fila. Quindi la prima uscita a porte aperte, dopo il ko clamoroso con i dilettanti del Lucento nel bunker di Vinovo, è all'insegna della continuità. Il teatro è Cesena, dove tre anni fa Borriello segnò in extremis per la Signora un pesantissimo gol nella volata scudetto con il Milan di Allegri che fallì il bis. Difesa a tre con due interpreti contiani doc come Bonucci e Chiellini, perché per ora non si toccano nemmeno le gerarchie, e soprattutto Pirlo. Quasi che Allegri dopo le parole abbia voluto anche con i fatti dimostrare che il regista è al centro anche della sua Juventus, dopo averlo messo da parte quando era al Milan.

E proprio nel segno di Pirlo sono i primi 45 minuti. Un tiro a giro dal limite obbliga Leali alla paratona, in orbita bianconera. Poi l'azzurro mette davanti alla porta Giovinco, forse sorpreso da tanta genialità. Formica atomica al fianco di Llorente, a conferma che anche davanti per ora Allegri sceglie la formula Conte: la torre e un piccoletto. Scelta anche obbligata dal forfait di Tevez dopo la paura per il rapimento del padre adottivo e per l'infortunio di Morata appena sbarcato a Torino. Batte un colpo anche Storari superlativo su un tiro dalla distanza di Defrel.

Partita vera con squadre che concedono poco o nulla: l'unica novità bianconera è Pereyra. Il centrocampista arrivato dall'Udinese si inserisce in punta di piedi, badando più ad assimilare movimenti che altro. Poi nella ripresa l'inevitabile girandola di cambi. L'unico tra i titolarissimi dello scudetto ter in campo per ottanta minuti è stato Llorente. L'ex Bilbao è già in palla, a differenza dell'anno scorso, e si candida a protagonista fin dall'inizio anche perché Marotta risponde alle dichiarazioni tricolori da Roma e Napoli: «Non ci nascondiamo: dobbiamo partire cercando di ottenere qualcosa di ancor più straordinario, che sarebbe il quarto successo consecutivo in campionato». Ma l'ad bianconero non nasconde le insidie: «Delle pretendenti siamo l'unica ad aver cambiato guida tecnica, quindi le difficoltà ci sono».

E Allegri dovrà essere bravo soprattutto come «gestore» di una situazione straordinaria. E che potrebbe subire un altro contraccolpo con la cessione di Vidal, sul quale Marotta ribadisce: «Secondo me non ci saranno problemi». Con una postilla: «Il contratto l'abbiamo rivisto la scorsa stagione». Quindi non c'è spazio per batter cassa. Mentre in entrata Romulo con ogni probabilità salirà sull'aereo per la tourneè asiatica. Allegri dice di non aspettare a tutti i costi un attaccante perché Coman lo sta impressionando in ritiro. Neanche il francese trova il gol a Cesena, ma per Allegri era soprattutto importante non trovare altri problemi come infortuni e altri fischi.