Ora Lippi schiera Rossi: "Fu l'unico mio errore"

Il Ct mondiale ignora Cassano e lancia Pepito: "Tifo per lui Del 2010 ho un solo rimpianto: non averlo convocato..."

Cesare Prandelli con il predecessore e campione del mondo 2006

nostro inviato a Coverciano

È una sorta di passaggio di consegne e arriva a poche ore dalla partenza per Londra dove nascerà la nazionale per il Brasile. Manca poco all'ora di pranzo, l'allenamento mattutino sta per concludersi ed ecco che a Coverciano si presenta Marcello Lippi, il ct campione del mondo e l'ultimo selezionatore degli azzurri in una rassegna iridata, quella funesta del Sudafrica, dalle cui ceneri nacque l'idea Prandelli. Una visita a sorpresa, con saluti di circostanza a Balotelli e Cassano, da lui sempre osteggiati nella sua doppia avventura in azzurro, e l'abbraccio a Prandelli, ieri, per la verità, scocciato per le foto tratte da un vecchio calendario sexy che ritraggono la sua compagna Novella Benini, e pubblicate da Dagospia.

«Tifo per tutti gli azzurri, ma per Rossi lo faccio in maniera particolare - così l'allenatore viareggino che, per sua stessa ammissione, ha chiuso la sua avventura su panchine italiane e attualmente è emigrato, con ottimi risultati, al Guangzhou in Cina -. Spero per la sua classe, la sua bravura, la sua genialità che raggiunga questo importante obiettivo. Ho parlato con Giuseppe e gliel'ho ricordato: l'unica decisione di cui mi sono pentito è non averlo portato al Mondiale in Sudafrica». Seguirà tweet di ringraziamenti firmato Pepito, «mi ha fatto piacere l'abbraccio di Lippi».

L'imprimatur dell'ex ct arriva in un momento in cui Rossi sta cercando di completare la sua rincorsa verso il Brasile. Tutta la truppa azzurra (l'ultimo ieri Montolivo, che si augura possa essere «la sorpresa del Mondiale») spera che l'attaccante viola ce la faccia. La sua vicenda sportiva, ricca di sventure, ultima quella dello stop a gennaio che ne aveva messo a serio rischio la possibilità di giocarsi le sue carte, ha colpito ogni componente dello staff azzurro. Decisivo sarà il test con l'Irlanda di domani, nel quale Prandelli roderà la sua condizione fisica e la sua capacità di reggere i contrasti in campo. Dalla partita al Craven Cottage nascerà infatti la lista definitiva dei 23 che il ct dovrebbe ufficializzare domenica, quando il gruppo tornerà a Coverciano per le ultime sedute prima di Italia-Lussemburgo a Perugia e della partenza per il Sudamerica.

Intanto a guardare bene la faccia cupa di Antonio Cassano nelle ultime 48 ore, tante possono essere le considerazioni. Il fatto di incontrare Lippi, che ovviamente non ha speso una parola su di lui, gli sarà pesato. Ma più di questo pesa un evidente affaticamento fisico dopo il lavoro duro effettuato con il gruppo in questi giorni di ritiro. «Non ha niente di niente, ve lo assicuro», si affanna a ripetere il professor Castellacci, ma il barese ieri sottoposto ai test di rito, sembra rabbuiato. Difficile pensare che Prandelli, nel discorso fatto a quattr'occhi con lui e Balotelli giovedì, gli abbia detto che rischia il taglio. Al momento Fantantonio è dentro il gruppo così come alla fine potrebbe esserci Pepito Rossi se supererà il test finale. «È l'ultima chance per Antonio», disse Prandelli nel primo giorno di ritiro. E il barese ha risposto bene alle aspettative: comportamento impeccabile in campo e fuori, tanto che da presenza scomoda o presunta tale è presto diventato risorsa importante della truppa. La sensazione, a poche ore dalle scelte finali, è che entrambi potrebbero far parte del gruppo e che alla fine nella batteria degli attaccanti a saltare potrebbero essere Destro, che paga il mese di inattività (legato alla squalifica per il pugno ad Astori contro il Cagliari) in un momento delicato della stagione, e Insigne.

«Questo gruppo è simile ai miei sotto il profilo psicologico - ha detto ancora Lippi -, l'ambiente è sereno anzi è serenamente consapevole dei suoi mezzi. Ma come sempre conterà la fortuna, la condizione e gli avversari che si troveranno nel percorso. Una cosa è giocare con Australia e Ucraina, un'altra con Brasile o Argentina. Una favorita? Il Brasile padrone di casa, ma chissà perché mi frulla in testa il nome della Germania...». L'Italia hi-tech e rodata dalla casetta di Manaus, dove a Coverciano sono state ricreate le condizioni climatiche del Brasile, vorrà sorprendere ancora. Con Cassano o con Rossi o magari con tutti e due.