Orgoglio Juve: non siamo solo Pirlo

Andrea è l'uomo chiave. Sbiadito contro il Chelsea, Conte preferisce farlo riposare. Con il Chievo Pogba o Marrone

Pirlo o non Pirlo? Questo è il dilemma della Juventus che stasera andrà a caccia della quarta vittoria in altrettante partite di campionato. Avversario il Chievo, formazione sulla carta abbordabile ma che la storia recente ha eletto a una sorta di bestia nera della Signora: quattro pareggi negli ultimi cinque scontri diretti, compreso quello del marzo scorso quando il franco-senegalese Boukary Dramé aveva pareggiato il gol segnato da De Ceglie. Vero anche che i veneti non hanno mai battuto la Juve a Torino, però certamente la truppa bianconera non potrà aspettarsi regali. «Oltre alla qualità, servirà anche la quantità - ha detto ieri Carrera -. Dovremo essere mentalmente forti e pronti alla battaglia, come se fossimo una provinciale: siamo la squadra da battere e tutti daranno sempre il massimo per essere ricordati come coloro i quali hanno interrotto la nostra imbattibilità». Arrivata a 43 partite, una sola delle quali sotto la gestione Del Neri: più che squadra provinciale, con tanti saluti all'Inter e a Stramaccioni, una squadra che ha riscritto alcuni record del calcio italiano senza contare su chissà quanti campioni con la C maiuscola.

Uno di questi, appunto, è Andrea Pirlo. Fenomeno l'anno passato, un po' in ombra mercoledì sera a Londra contro il Chelsea dove comunque la squadra si è affrancata dalla sua dipendenza raddrizzando una situazione tutt'altro che facile. «Lui è un grande campione e sa come gestire le forze», aveva detto Carrera prima della trasferta di Genova della settimana scorsa. «Non mi sbilancio - ha invece buttato lì ieri -. Abbiamo però giovani importanti: chiunque dovesse giocare, si incastrerebbe bene nei nostri meccanismi». Pogba (soprattutto) e Marrone sono insomma in rampa di lancio per sostituire l'uomo che il New York Times ha usato come pietra di paragone per Mario Draghi, elogiandone la sicurezza e la precisione. Il fatto è che, alla vigilia delle sfide ravvicinate contro Fiorentina (dove ci si aspetta un clima a dir poco caldo, anche se Carrera si è augurato che «si prenda esempio dagli inglesi, dove c'è sempre il massimo rispetto per tutti»), Roma e Shaktar, anche il numero 21 avrebbe bisogno di tirare un po' il fiato: non tanto a causa dei 33 anni compiuti a maggio, quanto perché anche un ragazzino farebbe fatica a sopportare i ritmi tenuti sia l'anno scorso che in questo inizio stagione: 41 presenze tutte da titolare nella passata stagione (3.707 minuti: più di 90 a partita, contando anche i recuperi), più un altro en plein dalla Supercoppa a oggi, nazionale compresa. Nel dettaglio: 660' in quaranta giorni. Non essendo Superman, un sabato di ristoro gli farebbe insomma bene. E lo scettro del comando andrebbe quindi a uno tra Pogba e Marrone, più il primo del secondo che Conte vede ormai più come difensore centrale. Il francesino classe 1993 è peraltro uno per il quale Marotta si è messo a fare braccio di ferro con il Manchester United, vincendo anche grazie alla collaborazione del solito Mino Raiola: fisico alla Vieira, figlio di genitori guineani ma nato nella Seine-et-Marne, dipartimento della periferia est di Parigi, ha piedi educatissimi e una certa fretta di esplodere. «Ferguson diceva di credere in me, ma alla fine non giocavo mai - ha spiegato -. Anche se lui è lì da venticinque anni, e senza voler mancare di rispetto a nessuno, il mio desiderio era quello di scendere in campo». La Juve lo ha corteggiato e se lo è preso pagando un indennizzo di circa un milione allo United e bruciando la concorrenza di Arsenal e Chelsea: se stasera stregherà i tifosi bianconeri, potrà avere immediata conferma della bontà della propria scelta.

Pogba non sarà comunque la sola novità della Juve post-Chelsea, dal momento che è previsto un ampio turnover: in attacco, anche senza volere giubilare pubblicamente Giovinco («sta facendo quello che gli chiediamo»), potrebbe esserci il varo della coppia Quagliarella-Matri, mentre Isla dovrebbe prendere il posto di Lichtsteiner, Giaccherini quello di Vidal e Lucio avvicendare uno tra Barzagli e Bonucci. Chievo permettendo, la Juve-2 vorrà andare a nanna ancora da prima in classifica, possibilmente senza andare sotto nel punteggio come è già accaduto contro Napoli, Genoa e Chelsea.