il pagellone

M ilano guida la riscossa del calcio italiano, la Juve promuove la più rischiosa ma affascinante sfida al rinnovamento, Roma fa di conto e il resto della compagnia aspetta che il mercato esponga il cartello dei saldi per mettersi al lavoro e completare i rispettivi piani. È questa la sintesi, tra nuove tendenze e vecchi difetti, di quel che sta accadendo in questi caldi giorni di calcio-mercato.

JUVENTUS È la razza padrona dell'ultima stagione e non solo: sarebbe bastato qualche ritocco per definirla insuperabile come il famoso tonno e vederla lanciata alla finale di Milano 2016. E invece le partenze (non volute ma inevitabili) di Pirlo e Tevez e quella (voluta ed economicamente molto vantaggiosa) di Vidal hanno aperto un "buco" di quasi 40 gol (22 di Carlitos, 10-12 di Arturo, 7-8 di Pirlo) che Allegri dovrà colmare con gli arrivi di Mandzukic e Dybala. Khedira è una garanzia, il trequartista la tessera che manca al puzzle bianconero. Voto attuale 7 , può diventare 8.

MILANO L' Inter è nettamente più avanti nella costruzione dell'armata rispetto al Milan: rifatta la difesa, puntellato il centrocampo, aspetta le ultime due pedine (punta, più il sostituto di Shaqiri) per mantenere la promessa fatta a Mancini. Già così è da 8 pieno , può chiudere con un 9 da incorniciare. Il Milan è a metà del nuovo grattacielo: gli manca il difensore centrale (ma servono anche i meccanismi da oleare come si è capito a Lione), Romagnoli cioè, oltre che il leader del gruppo. C'è uno solo con queste caratteristiche in circolazione e si chiama Ibrahimovic. Riuscisse Galliani ad arruolare anche Witsel, a centrocampo dove c'è la fanteria cinese, beh sarebbe come l'Inter da 9 eguagliando il capolavoro di Berlusconi che a giorni riceverà il nuovo socio con una iniezione da 480 milioni senza perdere il controllo del club.

ROMA Tutte e due sono ferme al palo per motivi diversi. La Roma perché se Sabatini non riesce a cedere Gervinho, Destro e Doumbia, è costretto a disfarsi del gioiellino Romagnoli per poter provvedere all'acquisto di un centravanti. La Lazio non ha toccato palla, ha perso (per ko) Morrison ed è in attesa di superare il turno preliminare di Champions per affacciarsi alle bancarelle. Senza voto .

SAMP E TORINO Sono da seguire con interesse. Zenga ha rivoltato come un calzino la squadra lasciata da Mihajlovic, un po' per necessità (tecnica), un po' per virtù (economica). Il preliminare di Europa league può essere un trampolino di lancio o il suggerimento per qualche correzione in corsa. Cairo è diventato un asso del settore: l'anno scorso ha ceduto Immobile e Cerci ed ha sfiorato l'Europa, questa volta monetizzando Darmian ha sovvenzionato il mercato arruolando Acquah, Zappacosta, Baselli e Avelar. Magari tra qualche anno uno di questi finirà ceduto a peso d'oro. Gli serve una punta. Voto 7 .

FIORENTINA & C. Firenze ha cambiato solo il portiere, il Napoli l'allenatore che è l'interrogativo più attraente, Udinese, Sassuolo e Palermo alle piazzole di sosta, a Verona è sbarcato Pazzini che farà compagnia a Toni ricreando la formula delle due torri che nei tempi andati (Bui e Traspedini) fecero la fortuna di Cadè. Anche qui senza voto per ora. È il segno della crisi economica che continua a farsi sentire là dove non sono intervenuti soci danarosi. Resta una questione di fondo irrisolta, può diventare una zavorra insopportabile: l'obbligo di ridurre le rose a 25 unità più altri due parametri da rispettare (calciatori lanciati in Italia e provenienti dal vivaio) sono un imbuto che porterà di sicuro numerosi club a dover pagare lo stipendio a calciatori inutilizzabili, costretti cioè la domenica a finire in tribuna perché non inseriti nella lista.