Paok Salonicco, le scuse del presidente: "Dispiaciuto, noi ostaggi di calcio malato"

Ivan Savvidis presidente del club greco PAOK Saolinicco si è scusato per l'invasione di campo armato e ammette: "Non avevo il diritto di entrare in campo in quel modo"

L'invasione di campo con tanto di mano appoggiato sulla pistola ha lasciato a bocca aperta tutti. Ora Ivan Savvidis torna sul quella serata e si scusa

Il comunicato stampa

Il presidente del club greco PAOK Saolinicco si è scusato per essere entrato in campo con una pistola infilata nella cintura durante la partita contro l'Aek, un incidente che ha provocato la sospensione del campionato.

"Sono molto dispiaciuto per quello che è successo, chiaramente non avevo il diritto di entrare in campo in quel modo", ha detto Ivan Savvidis in un comunicato. E ancora: "Chiaramente non avevo il diritto di andare sul campo, è stata una reazione emotiva. Credetemi, non era mia intenzione interferire con gli arbitri. Io, la mia famiglia e miei colleghi siamo vittime ed ostaggi di un calcio malato. Sto combattendo e continuerò a farlo, nonostante i continui attacchi, per un calcio pulito e leale e per vincere i campionati in campo e non nei tribunali. Ancora una volta mi scuso"

Savvidis, uomo d'affari greco di origini russe con importanti partecipazioni in Grecia e voci di stretti di legami con il governo del primo ministro Alexis Tsipras, è latitante da quando è stato emesso un mandato di arresto nei suoi confronti. Nel comunicato di martedì, ha negato di aver litigato con l'arbitro e un dirigente dell'AEK di Atene, e ha affermato che la sua incursione in campo era finalizzata a prevenire l'esplosione di azione violente.