Il pari a Bergamo ci può stare Questa Juve no

di Tony Damascelli

S ta a vedere che arriva anche Varopoli. Se ne discute nei peggiori bar, di Torino. La Juventus sta facendo esperienza, tra rigori negati, altri concessi, gol annullati, ammonizioni retroattive a-var-ie ed eventuali. Il pareggio di Bergamo ci stava. Nei pronostici e nello stato di salute dell'Atalanta. Non ci stava, forse, che la Juventus si facesse rimontare due gol e poi buttasse ai funghi il rigore della vittoria. Non ci stava che a calciare il penalty si sia presentato l'argentino meno in forma durante la partita, Dybala, invece di lasciare il posto a un Higuain allupato.

Allegri invita alla calma ma è il primo ad andare fuori giri. Dopo aver elogiato il var adesso dice che nella prossima primavera potrebbe creare problemi. Si dia una regolata almeno nelle opinioni. Il dopo partita di Bergamo è stato leggermente acceso tra i dirigenti juventini. Lunghe discussioni tra lo stesso Allegri, Paratici, Marotta e Nedved. La Juventus brillantissima nel derby, un po' meno contro l'Olympiacos, di nuovo brillante nella prima mezzora a Bergano ma, poi, ordinaria e troppo prudente nella fase calda della partita, può far pensare a una involuzione. Di certo l'assenza di Pjanic la priva dell'unica fonte di luce e di imprevedibilità nelle giocate, mentre Allegri deve ancora scegliere la coppia centrale di difesa che, finora, sembra un albergo a ore, gente che va e gente che viene, con la sciagurata idea di lasciare fuori dalla Champions l'unico abile arruolato, Lichsteiner, e di insistere su Marchisio che fatica a giocare cinque partite di fila.

C'è poi un problema legato a Buffon che si è fatto cogliere impreparato non soltanto a Bergamo. Non per niente nell'ultima sessione di mercato la Juventus è andata a scegliere la migliore alternativa a disposizione, il polacco Szczesny, non certo una riserva come lo erano Storari o Neto, ma una garanzia non destinata soltanto alla coppa Italia. Scrivere che Buffon è all'ultima stagione di una grandiosa carriera è una realtà, non un avviso di garanzia o un reato. C'è un mondiale in Russia per chiudere la storia. Intanto c'è la Juventus che non può attendere e non concede alibi a nessuno. Nemmeno ad Allegri.