Paris e Fanchini in trionfo. L'Italia regina della discesa

Dominik a Chamonix e Nadia a La Thuile dominano sui due versanti. La bresciana batte anche la Vonn: "Sembra un sogno". Merighetti terza

La Thuile - «Frateeelli d'Itaalia, l'Itaaalia s'è deeesta!»: l'inno di Mameli rimbomba nel parterre di La Thuile, Nadia Fanchini e Dada Merighetti lo cantano sul podio, le compagne, i tecnici e un pubblico incredibile e inimmaginabile per una gara di sci femminile fanno coro tutt'attorno. Per una volta, alla divina Lindsey Vonn tocca fare da comparsa, è seconda in mezzo alle due azzurre, soddisfatta in ogni caso anche perché Lara Gut finisce fuori dalle dieci. Ma sarà tutto vero? Sì, e non è finita. Proprio mentre di qua del Monte Bianco si festeggia il trionfo della Fanchini e il terzo posto della Merighetti, ecco che da Chamonix, pochi chilometri in linea d'aria ma una barriera alta oltre quattromila metri in mezzo, arriva la buona novella della vittoria, sempre in discesa, di Dominik Paris, con Peter Fill quinto e sempre più vicino alla conquista della coppa di specialità. E' stato davvero un sabato da sogno per lo sci italiano. E' giusto celebrare Nadia, Dominik e le loro vittorie, è giusto commuoversi per la bella storia di redenzione della quasi trentacinquenne Daniela, ma è anche doveroso rendere onore a chi, lavorando con una passione e un entusiasmo davvero rari, ha reso possibile il successo degli atleti. Si parla genericamente di «organizzatori», senza aver mai ben presente il lavoro che sta dietro ad una manifestazione sportiva di alto livello, tanto più nel mondo della neve, elemento meraviglioso ma anche capriccioso. Anche in questo l'Italia è stata vincente, come sempre, preparando una pista perfetta, e attirando a bordo pista migliaia di tifosi, per quella che alla fine è stata una meravigliosa festa di sport, quello vero. Ed eccole le protagoniste di questa festa, Nadia e Dada, prima e terza, incredule quasi, la prima perché «battere la Vonn in discesa mi sembrava un sogno irrealizzabile, ma ho sciato bene, meglio di tutte, sì, per forza! Io butto sempre il cuore sulla pista e sulla neve, oggi (ieri ndr) mi è riuscito di farlo particolarmente bene». Sul podio Nadia fa tenerezza, è alta come la Vonn pur stando sul gradino superiore: «Mi sentivo quasi a disagio ad averla di fianco, lei è la sciatrice più forte di tutti i tempi e l'ho battuta». Più con i piedi per terra sembra Dada Merighetti, capitana delle leonesse azzurre, che ieri è partita convinta di disputare l'ultima discesa della carriera («e infatti venerdì avevo pianto tutto il pomeriggio con questo pensiero in testa») e si è ritrovata invece qualificata per le finali di St.Moritz, dove sappiamo già che darà l'addio al mondo che le ha regalato gioie ma anche e forse soprattutto dolori, con un'infinita serie di sfortune, cadute e delusioni. Dopo giornate come quella di ieri, con l'Italia padrona delle piste, è un piacere anche ascoltare le parole di Lindsey Vonn, una numero 1 anche nelle pubbliche relazioni: «Delusa per aver perso? No, quando ho tagliato il traguardo il primo pensiero è stato di sollievo solo per il fatto di essere arrivata in fondo sana e salva. Dopo la caduta di venerdì era questo che contava di più per me e poi, diciamolo, stare sul podio con due italiane, in Italia, con tutta questa gente a urlare e far festa è davvero bello. I love Italy e spero che si torni presto a gareggiare qua». Da La Thuile giurano di non aver passato nulla sottobanco all'americana, quindi le sue parole sono genuine, solo dettate dalle buone sensazioni avute in questa settimana che, va detto, non è finita. Può esistere che Lindsey Vonn chiuda una trasferta senza vittorie? Oggi il superG le offrirà un'altra chance, ma attenzione, le azzurre sono cariche

Commenti

linoalo1

Dom, 21/02/2016 - 09:28

Solo meteore???Penso proprio di si,anche se mi auguro il contrario!!!!