Paris nuovo supergigante. Lo batte solo super Jansrud

"Non pensavo di poter essere così competitivo in due specialità Mi alleno con i gigantisti, così imparo a curvare". Innerhofer 5°

Val GardenaUno se ne va con l'elicottero per scavalcare il Sassolungo e non perdersi nemmeno una porta di allenamento, in vista del gigante di oggi. L'altro sorride, firma autografi poi carica l'auto e si mette alla guida. Destinazione: casa. La differenza del Natale in casa Norvegia e Italia non è solo questione di aringhe o panettone. C'è un norvegese che guida la classifica generale con 152 punti di vantaggio e si trova goleador in una partita che forse non aveva pensato di giocare così presto. Poi c'è un italiano che si gusta il momento e non ha fretta. Kjetil Jansrud e Dominik Paris sono sempre più i "re magici" di questo scorcio natalizio degli speed events. Quattro vittorie e due podi per lo scandinavo che anche ieri si è lasciato dietro tutti; terzo podio per "Domme" per cui ormai discesa e superG pari sono.

Ieri su una Saslong, in assetto "curvy" da SuperG, erano in molti a temere che quella lieve glassa bianca, sparata da 65 cannoni, non bastasse a sostenere l'attacco degli uomini jet. E invece il miracolo si è compiuto di nuovo. Santa Cristina ha sorriso a Jansrud, ma ha condotto Paris appena dietro a 46/100. Terzo uno austriaco, Hannes Reichelt che qui era già stato sul podio 12 anni fa, e ancora oggi "tira il carro" di un wunderteam che, a parte Hirscher, è sull'orlo di una crisi di nervi, in mancanza di una vittoria in discesa, nonostante quattro atleti nei dieci nel superG. Ma non gioire per un podio o una top ten è sentimento transalpino, mentre qui da noi, si festeggia questo nuovo podio italiano che profuma di svolta e magia. Paris ha pennellato senza quasi sbagliare. La scioltezza di Jansrud è ancora un miraggio ma i due si piacciono e soprattutto si studiano. Lo ammette lo scandinavo: «In partenza chiedo chi è davanti e quando mi dicono "Dominik", io…»: segue un inequivocabile imprecazione che però suona come un complimento. Gli risponde Paris: «Io guardo i suoi video: tutto sembra facile per lui». Il segreto di "Domme" è "gigante": «Mi sono allenato fra le porte larghe, ora curvo meglio». No, andiamoci piano: «Non penso ad una terza disciplina: manco immaginavo di essere competitivo in due!». E invece ora discesa e superG, su tracciati così diversi, non hanno segreti.

"Domme" ha trascinato anche la squadra. Christof Innerhofer si sente nelle gambe l'allenamento di ottobre. «Sono indietro come questo inverno che ancora non arriva», scherza felice e quinto a 5/100 dal podio virtuale. Partito con il 3 ha sfruttato come Matteo Marsaglia, primo a partire, il pettorale. Anche il romano ha esorcizzato la Saslong, chiudendo settimo a 77/100 dove lo scorso anno, cadendo, aveva compromesso stagione e Olimpiadi. Ieri tutti col sorriso a scavalcare il passo Gardena, appena imbiancato, per raggiungere i gigantisti e la Gran Risa. Un tempo era la nostra gara, ma i fasti di Blardone e Simoncelli potrebbero essere lontani. Oggi la pista sembra una linguaccia bianca, ripida e bellissima, fra prati di un verde sfacciato. Speriamo che la neve di glassa basti a rendere dolce la giornata (diretta Raisport 1 9.30 e 12.30).