Il Parma è nei guai: deferimento per illecito sportivo. A rischio la Serie A

Ceravolo e Calaiò avevano indirizzato alcuni sms a due giocatori dello Spezia prima dell'ultima di campionato. Deferiti Parma e i due tesserati per illecito sportivo: ora il club ducale rischia seriamente la Serie A

Il Parma, con un guizzo finale e grazie al suicidio calcistico del Frosinone nell'ultima giornata di campionato contro il Foggia, era riuscito ad ottenere la promozione in Serie A. La squadra di D'Aversa nel giro di tre anni è riuscita nell'impresa di passare dalla Serie D alla massima serie ma ora rischia di ricadere. I ducali, infatti, nell'ultima giornata di campionato hanno vinto contro lo Spezia ma qualche settimana dopo la partita sono saltati fuori alcuni sms sospetti indirizzati da Calaiò e Ceravolo a due colleghi difensori della squadra ligure, Filippo De Col e Alberto Masi."Non ci spaccare le gambe...". I due non hanno mai risposto a questi messaggi e hanno subito informato la Procura Federale.

Il Parma ha subito rispedito le accuse al mittente e si pensava in un primo momento all'archiviazione del caso. Ora, però, la Procura della Figc, nella figura di Giuseppe Pecoraro, è passata dalle parole ai fatti comunicando la violazione dell'articolo 7 di giustizia sportiva: "Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica costituisce illecito sportivo". Il Parma è stato deferito per responsabilità oggettiva e ora rischia seriamente la promozione in Serie A per vai di un presunto illecito di due suoi tesserati: tifosi e società ora tremano.

Il Parma, però, con una nota ufficiale si è messo sulla difensiva: "Il Parma Calcio 1913 apprende con sgomento e sconcerto le notizie di stampa riguardanti l’asserito deferimento per la presunta violazione dell’art. 7 del Codice di Giustizia Sportiva, che sarebbe stato contestato in data odierna dalla Procura Federale al Club e ai propri tesserati Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo per l’invio di alcuni messaggi di testo ad ex compagni di squadra prima della partita Spezia-Parma e desidera precisare quanto segue:

1) Riteniamo che l’accusa di tentato illecito sportivo, se confermata visto che la società a tutt’ora (le ore 13:55 di mercoledì 20 giugno) non ha ancora ricevuto alcun tipo di comunicazione a riguardo, rispetto alle condotte riscontrate, sia sconcertante. Non riusciamo davvero a concepire come testo e tenore dei messaggi in questione possano integrare una fattispecie così grave e siamo convinti che chi dovrà giudicare lo farà nel rispetto delle norme, della giustizia e del buon senso. Il Parma Calcio 1913 continua a nutrire la massima fiducia nella Giustizia Sportiva, ma chiede che la verità venga stabilita nel modo più rapido possibile, per rispetto nei confronti del club e dei suoi tifosi.

2) La Società – che ricordiamo non è mai nemmeno stata convocata o ascoltata in ordine a questo procedimento – auspica che, come sono stati resi pubblici molti dettagli delle indagini, possano essere resi pubblici dalla Giustizia Sportiva, da subito o al termine del procedimento, anche i testi dei messaggi in questione, affinché tutti gli sportivi italiani possano avere contezza del tenore degli stessi.

3) Già nel recente passato, il Parma Calcio ha dovuto sopportare danni di immagine notevoli in ordine ad accuse infamanti rivelatesi infondate, senza ricevere alcuna tutela. Nelle ultime settimane sta inoltre assistendo ad un crescendo di dichiarazioni aggressive e insinuanti da parte di tesserati e dirigenti di altre società, senza che nessuno abbia mai censurato questi comportamenti o mosso un dito. Il Parma Calcio non è mai entrato a far parte di questo circo. Continuerà a starne fuori. Ma non ha alcuna intenzione di partecipare a un processo mediatico, dove giorno dopo giorno si alternano notizie contrastanti e la Società si ritrova ad apprendere dai giornali l’evoluzione della inchiesta in questione. Per primi vogliamo chiarezza, giustizia e rispetto delle norme.

4) Da ultimo vogliamo continuare a rassicurare i nostri tifosi, in quanto rimaniamo convinti che in alcun modo i fatti contestati possano rappresentare un illecito. Siamo pertanto certi che questa vicenda – che sta comunque arrecando al Parma ingenti danni di immagine, tecnici, commerciali ed economici – non potrà che definirsi senza conseguenze per il Parma Calcio. Chiediamo a tutti i nostri tifosi di rimanere vicini a questa società e a questa squadra e a tutte le persone che la compongono, che meritano la fiducia di tutti noi per il comportamento sempre dimostrato in campo e fuori dall’inizio del nostro percorso di rifondazione".



Commenti

enzotau

Mer, 20/06/2018 - 13:09

Ci sono ricascati

Ritratto di giovinap

giovinap

Mer, 20/06/2018 - 13:20

la grande patania che lavora aumm aumm!

Arny

Mer, 20/06/2018 - 15:39

Giovinap terrunciello dei miei stivali...il Parma è odiato solo perchè ha come squadra antagonista la Rubentus, stranamente la "vostra" squadra, quella che stranamente vince tutto in Italia e nulla all'estero. Coincidenze?

Ritratto di giovinap

giovinap

Mer, 20/06/2018 - 16:19

army, da buon patano di origini pugliese quale sei, non ne hai indovinata una! 1° il parma come antagonista al massimo può avere il brescello 2° mi hai offeso terribilmente, dandomi dello juventino, solo un ital/patano/pugliese ibrido come te poteva prendere un abbaglio simile! ah ah ah!