Parma, pari con il cuore. "Campionato falsato dal sistema, non da noi"

Parma abbandonato anche dai tifosi: solo 800 paganti e incasso pignorato. Fermata l'Atalanta, espulso Reja. Melli: "Ghirardi come Schettino"

Un'ora e mezza di football, almeno questo vero, dentro una commedia ridicola, amara, fasulla. Dopo la serrata della federcalcio, il Parma è tornato a giocare a pallone contro l'Atalanta, la partita è finita zero a zero come si poteva prevedere tra due squadre incasinate, una che non ha nemmeno gli occhi per piangere e l'altra costretta a liquidare un allenatore indagato e ad assumerne uno prossimo ai settant'anni. La dignità ha smascherato l'indecenza, i ragazzi di Donadoni si sono battuti davvero come quelli di Edy Reja, punito dall'arbitro per avere oltrepassato l'area tecnica (Di Bello passa alla cronaca per due cartellini rossi, Reja prima e Rodriguez dopo, in un pomeriggio assolutamente mite). Il calcio del campo ha onorato l'impegno, quello dei dirigenti se ne frega e continua a fare il gioco delle tre carte, il fallimento non riguarda soltanto i conti del club emiliano. Alessandro Melli, che è il team manager del Parma, ha scritto una lettera acidissima, postata su facebook, contro Ghirardi e Leonardi, li ha paragonati a Schettino, ha urlato loro di vergognarsi per quello che hanno fatto e stanno facendo a decine di lavoratori impegnati nel Parma calcio. I due, Ghirardi e Leonardi, si sono tenuti ovviamente alla larga dal luogo del delitto e della vergogna. Così come Tavecchio e Beretta hanno scelto di restare nei loro siti piuttosto che presentarsi al raduno, non soltanto per manifestare solidarietà ma l'impegno delle istituzioni. A confronto, don Abbondio era un dilettante.

I fedelissimi tifosi non hanno tradito la curva del Tardini che è rimasto deserto per tre quarti, nella tribuna è apparso nientemeno che Giampiero Manenti, solo e solitario da rifugiato nello Sky box per stare lontano dai corpi e dagli insulti del resto del popolo parmigiano che ha rivolto di tutto al sedicente firmatario dei bonifici salvavita: i più pratici hanno riguardato l'invito a portare i libri in tribunale, i più goliardici lo hanno deriso, chiedendogli, in coro cantato, che fine abbia fatto la C3, la sua Citroen pignorata per multe mai pagate. Nemmeno di domenica si è fermato il lavoro dell'ufficiale giudiziario che ha provveduto a bloccare, a fine zero a zero, l'incasso, misero anche quello, della partita, roba piccola (12.900 euro da 800 paganti) però richiesta al tribunale da uno dei creditori. Presentissimo, invece, il sindaco Pizzarotti, lui niente affatto isolato ma al centro di applausi e ringraziamenti. Non soltanto Manenti ma anche Ghirardi e la Lega di Beretta hanno ricevuto gli schiaffi della curva parmigiana che ha riservato applausi e ringraziamenti soltanto alla squadra e al capitano Lucarelli. Il quale, a fine partita, ha rispedito al mittente le maligne parole di Gasperini, Malagò e degli altri portatori di sospetti: «Il Parma non mollerà fino alla fine, il resto sono soltanto chiacchiere, il Parma non falsa il campionato, il sistema calcio lo falsa e lo deve cambiare e tutti dovranno capire che quello che è successo al Parma non potrà e non dovrà più accadere. Ci sono altre squadre che stanno peggio di noi ma si fa finta di nulla». Ultime note di cronaca e di divertimento: Donadoni si è accomodato sulla panchina di riserva, approntata in emergenza, essendo l'originale pignorata. L'arbitro Di Bello ha dovuto sostituire la sua bomboletta spray ormai esaurita per l'eccessivo numero di punizioni da lui fischiate o forse perché di seconda mano. La prossima partita prevede la sfida contro il Sassuolo, il club del presidente di Confindustria che si è astenuto nella votazione per il salvaParma. Infine Cipolla Rodriguez ha annunciato che da domani va in Brasile a giocare nel Gremio. Gli hanno detto che a Porto Alegre c'è uno ricco. Come a Parma. Non si finisce mai di ridere.