Pechino 2008. Vezzali, la primadonna Casadei: «Ha una cattiveria disumana»

La Vezzali entra nella storia olimpica con il terzo oro olimpico vinto all’ultima stoccata dopo essere stata in vantaggio ed essersi fatta rimontare. Nessuna ha vinto come lei. Casadei: «Ormai è una highlander. Di guerriere così ormai non se ne vedono più»

La pagina dello sport del «Giornale» che celebra la vittoria di Valentina Vezzali a Pechino 2008

Valentina Vezzali, jesina, classe 1974, è una delle grandi donne dello sport italiano. Una fila impressionante di successi. [5]É l’unica atleta italiana, insieme allo schermidore Edoardo Mangiarotti ad aver vinto sei medaglie d'oro olimpiche[/5], la prima schermitrice al mondo ad averne vinte tre individuali di fila[1], oltre a quelli a squadre. Ha vinto sei titoli mondiali e cinque europei e 11 volte la Coppa del mondo[2][3]. È considerata la più grande schermitrice di tutti i tempi. E così Benny casadei Lucchi la riassume ai Giochi di Pechino 2008.[/3][/2][/1].«Valentina Vezzali è una donna dalla cattiveria sportiva di proporzioni disumane: ha vinto la terza medaglia d’oro di fila risvegliando gli assopiti amanti della statistica (solo lei e Mangiarotti nella scherma, Dibiasi nei tuffi), umiliando le avversarie e attapirando le compagne. Ormai è una Highlander che più di tutti può dire e rivendicare “alla fine ne rimarrà una sola“. Nel senso che le giovani crescono, le Granbassi arrivano, ma di guerriere come lei non se ne vedono. Incredibile Valentina, anche come soggetto di studio. Una donna che passa le giornate sul confine labile tra lacrimuccia e scena isterica, diventando belva non appena la si tocca in pedana. Come ieri, quando ha divorato le avversarie e poi si è messa dolcemente a cantare una canzone di Ramazzotti: “Quando la festa comincerà tu sarai regina/ tutta la gente si fermerà a guardarti stupita/ quando la festa poi finirà torneremo a terra/ tutta la gente si ricorderà d’aver visto una stella“.Festa e stella e melodia in un romantico delirio post trionfo di una donna comunque unica che qui ha fatto gara in difesa come le piace, andando in testa 3 a 0 per farsi poi recuperare e passare, e trovando l’affondo del 5 a 5 a 29 secondi dalla fine. Quindi il capolavoro: l’assalto che non ti aspetti a meno 4” dal gong che ha spiazzato e sorpreso persino il ct Andrea Magro: “Se Vale ha un difetto è quello di aspettare la priorità, di attendere, invece avete visto? Risolti i suoi percorsi di sofferenza, a un niente dalla fine, è tornata l’animale assatanato che conosciamo ed è andata all’attacco per il punto vincente...“ Pazzesco». 12 agosto 2008