Pellegrino sprint Vittoria italiana dopo cinque anni

Un lustro senza lustrini. Ci sono voluti cinque anni per rivedere un azzurro sul gradino più alto del podio di una gara di fondo, ma il regalo di Natale è arrivato ieri a Davos dove, nella sprint, Federico Pellegrino, poliziotto 24enne di Nus, si è imposto sul russo Alexey Petukhov e sul norvegese Finn Haagen Krogh. Il sorriso viene dal fondo. Del cuore e dell'attesa, perché bisogna risalire molto indietro negli annali, fino al febbraio 2010 e a Canmore, in Canada, per scovare un italiano in vetta al mondo. Allora toccò ad "highlander" Giorgio Di Centa nella 15 km. Poi Giochi e stagioni in chiaroscuro, un cambio generazionale che ancora non si è compiuto appieno e un altro giro di boa olimpico senza grandi soddisfazioni per l'Italia.

Ora lo sci sottile ritrova una bella iniezione di fiducia. E pensare che Pellegrino sul podio poteva non esserci: il valdostano infatti è stato ripescato in semifinale per un pugno di centesimi, grazie alla formula del lucky looser. Quando è scattata la finale, però, non si è più fermato, portandosi al comando fin dal primo giro. Un arrivo quasi in spaccata e poi l'abbraccio della fidanzata, collega fondista ieri solo 35ª, Greta Laurent, in cui sciogliere tutta la tensione: «Ho cercato la vittoria a tutti i costi e spero che possa risollevare il morale al team», ha spiegato a caldo il campione che in carriera vanta altri 5 podi e che proprio sul tracciato svizzero si era messo in luce già sei anni fa, agli esordi. Entra così nel club dei 12 fondisti azzurri capaci di vincere in coppa. La strada è lunga ma fra discese ardite e risalite, il sorriso è tornato.