Pep&Carletto, i due ricchi pronti a piangere

«Essere il miglior tecnico del mondo è una merda», ha risposto Pep Guardiola con un linguaggio che credevamo non facesse parte del suo repertorio. Deve ribaltare il 3-0 del Camp Nou, ha qualche attenuante.

Paura. Al momento lui e Carlo Ancelotti in comune hanno una sola cosa, sono entrambi a rischio fallimento, vecchi marpioni contro due emergenti. Carlo Ancelotti aspetta la Juve al Bernabeu dopo averla allenata e dopo aver consegnato la Liga al Barcellona. Al quale Pep Guardiola, dopo averlo allenato, deve rifilarne quattro per non vedersi nuovamente chiedere cosa si prova a sentirsi un fallito: «Non stressatemi, meriti ne ho pochi, io vinco perché ho a disposizione i migliori giocatori. Era così anche a Barcellona, loro sono la miglior squadra di questi 15 anni, eliminarli è difficile e anche molto stimolante. Ma si può fare, tutto si può fare». Senza Robben e Ribery resta più complicato ma nessuno si aspettava che dicesse: non state lì a venire, siamo già fuori.

Atmosfera pesantissima, dalle sue parti scrivono che è una specie di death man walking , andrà al City, lo sceicco Mansour lo ha contattato e ci sarebbero già le firme, lo confermano gli arabi di Bein Sport , e lui è seccatissimo: «Ho già detto 200 milioni di volte che ho un contratto e rimango». E siccome quelli insistevano gli ha tirato una sciabolata: «Basta. Ho vinto tutto come allenatore e giocatore, se esco dalla Champions non sarà la fine della mia carriera». Poi si è tranquillizzato perché qualche energia, dicono i sui pards, la deve riservare per questa sera. Dalla Champions, dopo averla vinta e stravinta, potrebbe uscire tra i fischi. Il Bayern ha già bloccato Jurgen Kloop, e Pep ha già detto la sua: «Finito il mio contratto possono fare quello che vogliono».

Gioca contro il suo passato come Carlo Ancelotti, quello dello striscione juventino a Parma “un maiale non può allenare“. Ha pareggiato con il Valencia nell'ultima di campionato, Ramos e Bale sono sotto accusa, Ronaldo gli ha sbagliato un rigore e grazie a tutto questo pare che Carlo si sia convinto che meglio di così non poteva andargli: «Ripetiamo questa prestazione contro la Juventus e andiamo a Berlino». Esce ed è spacciato, Florentino Perez lo sdogana anche se non ha un'alternativa, gira la voce Benitez ma è debole. Anche lui è dato in quota City, difficile che due come loro restino senza lavoro. Anzi ne hanno un'altra in comune, li danno al Milan, i thailandesi vogliono Pep, l'attuale entourage rossonero spinge per il ritorno di Ancelotti. È meraviglioso, rischio altissimo e si saprà tutto fra un paio di giorni. L'unica cosa non a rischio è la posizione nella speciale classifica degli allenatori più pagati, Ancelotti è secondo con 15,5 mln, Guardiola terzo con 15,2. Davanti c'è Josè Mourinho ma questa volta lui non c'entra proprio.