Piccola, bella e ammazzagrandi: l'Italbaseball dà lezioni al rugby

Sconfitto il Messico nel finale. Oggi Parisse & C. contro la Francia

D'improvviso, nella notte, l'Italia che non ti aspetti, ma che speravi di vedere. Non nella notte, anzi, ma già dopo l'alba di ieri mattina. Prima giornata di quella sorta di Mondiale che è il World Baseball Classic, stadio di Jalisco, Messico-Italia anzi Italia-Messico, dettaglio non trascurabile: campo neutro nonostante tutto e dunque Italia squadra di casa. Che nel baseball vuol dire avere l'ultimo attacco e dunque poter segnare i punti decisivi senza che l'avversaria possa replicare. Esattamente quanto avvenuto ieri: sotto 9-5 all'inizio del 9° inning, e in difficoltà da parecchi minuti nel replicare ai lanciatori avversari, tutti di livello Mlb, gli azzurri sono riusciti a trovare il ritmo, a riempire le basi e a vincere con la battuta di John Andreoli che è passata sotto il guanto del seconda base Luis Urias consentendo a Drew Butera e Drew Maggi di arrivare a casa e segnare il 10-9. Una vittoria memorabile, che ha bissato quella di quattro anni prima sempre contro i messicani, ma soprattutto una vittoria che ha creato un clima di grande carica per la seconda gara, quella di questa sera alle 21 (diretta FoxSports) contro il fortissimo Venezuela. Lo spirito già c'era, nonostante la composizione del roster, formato in buona parte da oriundi: ma sono oriundi che fanno parte del giro da anni, danno del tu (che in italiano ha un senso, in inglese no) alla maggioranza dello staff e per il periodo in cui indossano la maglia azzurra si sentono italiani al cento per cento, da Chris Colabello che è cresciuto a Rimini e parla con evidente cadenza romagnola ad Andreoli, che come il compagno di squadra è nato nel Massachusetts ma lì è rimasto senza escursioni prolungate in Italia. La favolosa vittoria sui messicani non è una lezione a nessuno, ma fa specie che sia avvenuta alla vigilia di una partita di rugby (Italia-Francia ore 14:30 su Dmax) che raramente è riuscita a cogliere successi così roboanti, pur avendo fatto ricorso anch'essa ad oriundi e potendo gestire i giocatori, impegnati ogni anno invece del quadriennio di stacco tra un Classic e l'altro. È una boutade, ma non troppo: parla di mondi a due velocità mediatiche e di attenzione del pubblico, capaci entrambi però di suscitare emozioni quando l'azzurro non è più tenebra ma brillante. Ma nel baseball l'esame è costante, per le caratteristiche di questo sport: 36 ore dopo l'impresa di fronte al perplesso pubblico di Jalisco ecco il Venezuela, zeppo di giocatori Mlb che messi assieme potrebbero dire la loro in una regular season. Gente che vediamo in tv e che pare inarrivabile quando gioca in Major League e che acquisisce carica ulteriore dal vestire la maglia della nazionale, ma la sfida è possibile, anzi probabile. C'è ancora questa idea, dettata dall'impazienza e dalla scarsa volontà ad imparare, che il baseball sia difficile da capire, ma chi può riguardi la battuta vincente di Andreoli, e tutto sarà più chiaro, persino più azzurro, anche in uno sport non immediato.

Commenti
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Andrea B.

Sab, 11/03/2017 - 14:34

Sinceramente ...che ha fatto il rugby alla redazione de il Giornale? E' già il secondo articolo denigratorio o scottante contro la palla ovale italiana in una settimana... qualche rugbista dalle spalle larghe ha fatto colpo con una signora di qualche giornalista? Sono contento per il baseball azzurro, per carità, ma il tono dell'articolo con certi paragoni è gratuitamente inappropriato. P.S. A referto l'Italrugby oggi schiera tre "stranieri" su 23...lungi da fare paragoni, ma mi pare un po' diversa dal stragrande maggioranza di italoamericani che leggo....

Gianca59

Sab, 11/03/2017 - 17:29

@Andrea B.: e schieriamoli anche nel rugby tutti questi italovatteallapesca....se li troviamo. Sono stufo di vedere l' Italia bastonata ad ogni occasione ....e per fortuna oggi ho volutamente evitato la partita con la Francia ....