Piccoli e belli: Sassuolo e Chievo chiudono in parità ma restano in alto

Le squadre di Di Francesco e Maran restano ai vertici del campionato dopo un avvio di stagione più che positivo

R.Emilia - Si resta lì, ad aspettare che il Sassuolo balzi al secondo posto, invece resta in zona Europa league, perchè convince più in trasferta che in casa. Quando deve fare la partita, costruisce meno rispetto al passato. Dopo il vantaggio di Defrel (respinta corta di Bizzarri), concede 4 palle gol al Chievo, che pareggia con un tocco di sedere di Paloschi e inizialmente l'arbitro Fabbri aveva annullato per fuorigioco di Cacciatore, appurando però che la palla era già entrata. Arriva il 2-1 di Duncan, annullato, e l'offside non c'era. È nel secondo tempo che accade poco e lì anche il Chievo mostra limiti. Entrambe si godono la partenza migliore della storia (a parte il debutto clivense in A, con Delneri), comunque sanno di essere a termine. Non gli allenatori (Di Francesco è da grande piazza, Maran ha prolungato sino al 2017), ma come classifica. «In realtà - obietta il tecnico neroverde - manca solo la Juve, dal vertice. Tranquilli, arriva. È come una corsa a cavallo, conta la linea di arrivo». Eusebio riprende la metafora equestre di Allegri. Il Chievo ha meno classe ma intensità superiore, grazie al pressing più duraturo d'Italia. Sabato ha il derby di Verona, l'Hellas è in zona retrocessione, siamo ritornati alle 11 stagioni in cui era dietro, anche di categorie. Un anno fa Maran subentrò a Corini, i 150 della curva del Ceo gli dedicano un coro: «Il rapporto è speciale». Come il Chievo, retrocesso solo una volta. È in pole per la 13ª salvezza.