Mini-Insigne e i suoi fratelli: quando il made in Italy non conosce altitudine

Oltre allo scugnizzo del Napoli (un metro e 63 centimetri di statura) che giganteggia in Serie A, anche Giovinco (1,64) in Canada e Verratti (1,65) in Francia tengono alto il tricolore

Sono minuscoli come lucciole ma illuminano stadi interi, guardano gli avversari dal basso verso l’alto restando con i piedi per terra, rappresentano l’orgoglio made in Italy che non conosce altitudini.

Lorenzo Insigne, Sebastian Giovinco e Marco Verratti. Nella botte piccola c’è il vino buono. Se poi è nostrano, tanto meglio. Un metro e 63 centimetri di statura il fantasista del Napoli, uno e 64 l’attaccante del Toronto, uno e 65 il regista del Paris Saint-Germain. Tre nani da giardino padroni dei campi di calcio. A sua altezza Antonio Conte non sarà certo sfuggita la gigantesca prova di Insigne ieri notte contro la Lazio rasa al suolo 5-0: un gol, un assist e qualità purissima. Lungi da noi affermazioni eretiche, nel figlioccio di Zeman gli inquilini del San Paolo intravedono la mini sagoma di Maradona. Con le dovute proporzioni, ci mancherebbe. Fatto sta che il popolo partenopeo si coccola o' scugnizzo classe ’91, che in quattro giornate ha già eguagliato i 2 sigilli dello scorso campionato in venti presenze: il tridente super offensivo allestito da Sarri potrebbe aver convertito Lorenzinho in un insospettabile goleador.

Dall’ombra del Vesuvio ai piedi della Tour Eiffel, c’è quel Verratti che da tre stagioni dirige l’orchestra parigina come solo Pirlo saprebbe. E se non fosse per il dono dell’eternità di cui sembra godere l’ex juventino, il giovanotto pescarese avrebbe già in mano le chiavi della Nazionale, invece è costretto a tergiversare come interno di centrocampo, ruolo che non gli garba particolarmente. Ma i suoi 22 anni giocano dalla sua parte e prima o poi il 36enne professore di Flero, ora al New York City, andrà in pensione, forse. Oltreoceano sverna anche Giovinco, 28 primavere sulle spalle e 20 reti fin qui con la maglia del Toronto. Nella Major League la Formica Atomica fa un po’ quello che vuole: la mette dentro a tamburo, dribbla con la sola imposizione dei piedi, funambola come alla Play Station ed è l’idolo incontrastato dei tifosi canadesi. Il ct Conte punta la sveglia di notte per seguirlo via satellite. Ed è uno spettacolo da spalancare gli occhi. Morale della favola? Nella vita contano le prestazioni, non le dimensioni.