Del Piero: "Io allenatore della Nazionale? Orgoglioso che si pensi a me"

In un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, l'ex capitano della Juventus si è espresso sull'andamento della stagione della signora di Torino e della seria A, commentando il caso Tavecchio e il rendimento di Pogba

Durante un evento a New York, organizzato da Save a Dream - organizzazione con sede in Qatar, che si occupa di veicolare un messaggio di pace, speranza e oppurtunità attraverso lo sport - Alessandro Del Piero, ambasciatore e capitano dell'iniziativa, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport.

L'eterno numero dieci ha parlato del derby di Torino, affermando che "è stata una bella vittoria, arrivata all'ultimo minuto: la squadra ha guadagnato due punti su chi era primo in classifica. Di sicuro ha portato morale. Adesso c'è bisogno di una serie di risultati positivi per poter dire: ci siamo pure noi. Nove punti non sono tanti, perché la stagione è lunga".

Sulla questione Pogba si rivela molto saggio, infatti, commenta: "Lasciamogli il tempo di imparare, di commettere errori, e di crescere". Del Piero, inoltre, ha parole pacate per Carlo Tavecchio, sostenendo che le discriminazioni devo essere sconfitte e non ci può essere spazio per il razzismo.

Cosa farà Alex "da grande", non è ancora chiaro. Le voci sulla candidatura a ct della nazionale lo rendono orgoglioso, tuttavia ha ammesso di trovarsi in un momento di riflessione, indeciso se continuare sui campi, che già da qualche mese non calca più, o se prendere altre strade.

Un'unica conferma: "Anche se finirò a fare qualcos'altro, il calcio lo vivrò sempre in maniera totale e non me ne allontanerò mai". Conclude con un augurio al calcio italiano dopo il grande inizio di questo spettacolare campionato: "Mi auguro che la Serie A torni a essere il campionato più bello del mondo".