Da Pioli e Suning ai cinesi rossoneri incroci pericolosi tra cambi in corsa

I nerazzurri al quarto allenatore stagionale i cugini con l'incognita della nuova proprietà

Il derby della Madonnina in mezzo al grande caos. È così da cinque anni, da dopo l'ultimo scudetto rossonero, da dopo il triplete nerazzurro. Sono gli ultimi successi milanesi che fanno da spartiacque: adesso quando Milan e Inter si ritrovano c'è sempre una novità. Stavolta è un concentrato clamoroso, una sorta di porte girevoli sulle due sponde dei Navigli. Chi entra e chi esce. Da qualsiasi parte la si guardi c'è un motivo per non perdersi la partita di stasera che fa segnare il record d'incasso assoluto per le casse rossonere in campionato: 3,7 milioni di euro; settantasettemila spettatori in un Meazza esaurito mentre 650 milioni la seguiranno in tv nel mondo. In Cina sarà notte fonda.

È per questo che si parte dalle ultime volte perché Silvio Berlusconi è annunciato a San Siro per quello che con ogni probabilità sarà il suo derby d'addio al Milan dopo la trentennale presidenza. Allo stadio manca dallo scorso marzo, Milan-Lazio, ma questa è l'occasione ideale per congedarsi in attesa del closing con il fondo cinese atteso dopo Sant'Ambrogio, il 13 dicembre. Berlusconi che aveva iniziato arrivando all'Arena sugli elicotteri, stavolta si presenterà alla stracittadina sulle ali dell'aeroplanino, di quel Vincenzo Montella che con il Milan dei giovani a immagine e somiglianza del presidente è terzo in classifica e otto punti sopra i cugini. È il primo derby per Montella che alla vigilia ha scelto il profilo basso, stracciato i panni del favorito perché lui che è l'uomo-derby per antonomasia sa come presentarsi a queste sfide.

Non possono saperlo i cinesi di Suning per i quali Milan-Inter rappresenta di fatto la presa di possesso definitiva del club nerazzurro dopo aver comprato la maggioranza lo scorso giugno. L'esonero di De Boer, l'addio all'ad Bolingbroke sostituito con un amministratore di fiducia, rigorosamente cinese, sono i primi atti che di fatto sanciscono il passaggio di consegne tra Erick Thohir, che stasera non sarà a San Siro, e Zhang Jindong. Gli effetti cinesi sono anche la conferenza stampa della vigilia anticipata di un giorno, la vigilia a disposizione di una vagonata di giornalisti cinesi. Il figlio del patron di Suning, Steven Zhang, e il ceo Jun Liu trapiantati a Milano hanno preso il comando delle operazioni al fianco del nuovo allenatore. Stefano Pioli, tifoso interista dichiarato, si è calato nella parte: esordio assoluto nel giorno del derby. Roba da far girare la testa, anche se lui ha confessato di essersi addormentato sereno nelle ultime sere.

Un cambio in corsa, il terzo stagionale in panchina, per l'Inter che corre il rischio di buttare via un'altra stagione. Cambio in corsa, ma societario per il Milan: un'incognita che per ora non si riflette sul campo, anzi, ma sta creando pericolosi presupposti perché il fenomeno Gianluigi Donnarumma possa cedere alla corte della Signora.

€Intanto sarà uno dei protagonisti della sfida, il portierone minorenne che però davanti a lui non avrà Alessio Romagnoli, a meno di recuperi eccezionali. Per Montella una tegola: con lui il Milan prende 1,1 gol a partita; senza, la media si alza a 1,8. È l'unico dubbio rossonero nel 4-3-3 che ormai è una certezza granitica. Potrebbe mettersi a specchio l'Inter, ma Pioli sta mischiando le carte: dall'arretramento di Medel in difesa al fianco di Miranda al rilancio di Kondogbia in mediana con Joao Mario e Brozovic. Niente spalla per Icardi, anche se c'è stata un'ipotesi 4-4-2 con Eder: Maurito partirà da solo al centro dell'attacco per trovare il primo gol in carriera contro il Milan. E una prima volta lo sarà anche per Walter Samuel da tre giorni nello staff di Pioli. C'è sempre posto per una bandiera all'Inter che ha Zanetti vicepresidente, mentre il Milan che sarà cinese ne cerca una incontrando non poche difficoltà: niente Maldini, Albertini o Costacurta, resta in corsa Ambrosini e risale Abbiati.

Giocavano un derby d'altri tempi, dove si lottava per scudetti e Champions. Ora questa malinconica stracittadina vale prima di tutto il primato cittadino: se il Milan vince chiude ogni discorso europeo dell'Inter; se vincono i nerazzurri per i rossoneri è una sorta di ridimensionamento. Il pari non serve. Quello che serve è che il derby della Madonnina torni a contare davvero. Che lo sappiano i cinesi che ci hanno investito o che sono pronti a farlo. Se vincono in campo, guadagnano fuori.

Commenti

manolito

Dom, 20/11/2016 - 12:29

ai giocatori e ai presidenti l unico interesse è che i tifosi paghino ,poi lo spettacolo vadano a vederlo al cinema -- sul calcio le tv ti fregano