Pogba alla Zidane, Allegri dice no e avvisa: "Resto"

Il tecnico "rifiuta" 100 milioni per il numero 10. Priorità al vice Marchisio, operato ieri

La telenovela Allegri non è mai cominciata. Quella legata a Pogba va invece avanti da almeno un paio di stagioni e durerà ancora un bel po', non fosse altro perché Raiola è tipo cui piace fare cambiare aria ogni tanto ai propri assistiti. Per quel che però se ne capisce, di qui a qualche mese il Polpo sarà ancora bianconero: lunedì era stato Marotta a spiegare che «la Juve è il suo habitat», mentre ieri è toccato ad Allegri precisare che «non potendo avere eventualmente in mano i cento milioni della sua vendita, mi tengo Paul». Per adesso, basta così. Fino alla prossima uscita di Raiola o a un'offerta fuori dal mondo. A quel punto, forse, anche Marotta vacillerà e magari lo stesso Allegri. Il quale, tornando per l'ultima volta sul proprio rinnovo contrattuale, ha spiegato che «se avessi deciso di andare via, avrei informato la società un mese fa. In questo modo, il club avrebbe potuto pensare a un altro allenatore e io a un'altra squadra. Oppure sarei andato al mare, dove non si sta affatto male».

Punto e avanti così, allora: con la firma sul rinnovo fino al 2018 (e opzione 2019) che sarà posta a scudetto ottenuto, logico adeguamento economico e condivisione delle scelte di mercato. E qui si torna a Pogba e pure a Marchisio, operato ieri e fuori causa per sei mesi: con il Principino ai box, viene ancor più difficile immaginare una partenza del francese perché si andrebbe incontro a una vera rifondazione. È pur vero che la cessione di Zidane insegna che le squadre possono rinforzarsi qualora i soldi intascati vengano reinvestiti come si deve, ma non pare che il tutto avverrà la prossima estate: per ovviare comunque all'assenza del numero otto, Marotta prenderà ulteriori informazioni su Andrè Gomes (Valencia), Kantè (Leicester), Fernando (Samp) e Biglia (Lazio), pur se il sogno sarebbe Gundogan, in uscita dal Borussia Dortmund ma destinato (pare) al City.

Quanto a stasera, contro la Lazio (senza Candreva) reduce da due vittorie di fila con Inzaghi in panchina, davanti alla difesa giocherà probabilmente Lemina. Dovrebbe essere lui a vincere il ballottaggio con Hernanes (ex di turno), mentre Sturaro potrebbe dare un turno di riposo a Khedira. In attacco, squalificato Morata, conferma per Mandzukic e Dybala: il quinto scudetto di fila è dietro l'angolo e nessuno teme che da queste parti si possa assistere a un tracollo simil Barcellona. Semmai ci si specchia nei dati della rivista Forbes: nel 2014/15 la Juve in base al margine operativo lordo e ai guadagni derivanti dalla compravendita dei calciatori, stimato in 81 milioni di dollari quello bianconero - è stata l'unica squadra italiana tra i dieci team più redditizi al mondo: in vetta c'è il Manchester United (190 milioni), seguito da Real Madrid (162) e Manchester City (131). Settima, appunto, un'elegantissima Signora.