Poletti per caso nel 4-3 del mito

Città del Messico, 17 giugno 1970

V i ricordate lo slogan dell'epoca di Carosello basta la parola? Bene: per la partita del secolo, Italia-Germania, mondiali del '70, basta il risultato, 4 a 3 e non c'è rischio di confondersi. A quest'ora, nel giorno di giugno che la rievoca, in Costa Rica, c'è un maturo settantenne che è pronto a raccontare la sua favola e di sicuro troverà qualcuno disposto ad ascoltarlo e magari a pensare che si tratti di un simpatico mitomane. Questo signore, italianissimo, all'epoca calciatore del Torino, difensore con la fama di picchiatore cortese, si chiama Fabrizio Poletti e può vantare d'aver partecipato alla fase più spettacolare di Italia-Germania 4-3 perché gli capitò di entrare all'Atzeca al primo minuto dei supplementari per sostituire Rosato.

L'incipit non fu dei più incoraggianti per lui: un pasticcio in società con Albertosi procurò il gol della Germania e la disperazione dei tanti italiani svegli di notte e di Valcareggi in panchina che sfidando l'ira funesta di Gianni Brera aveva dato il via alla famosa staffetta tra Mazzola e Rivera. Poletti non è mai entrato in nessun resoconto dell'evento diventato storico per il calcio e non solo, in alcuna celebrazione, scritta o filmata, ha letto o sentito pronunciare il suo cognome, eppure lui c'era, ha giocato i minuti più esaltanti della sfida definita da Antonio Ghirelli la pugna. Adesso che son passati degli anni, che della sua carriera di modesto allenatore del Suzzara e del Ravenna si è persa traccia, che tutti ricordano la prodezza di Rivera capace di spiazzare Maier dopo la galoppata di Boninsegna, ebbene adesso Fabrizio Poletti in qualche location del Costa Rica può raccontare che lui c'era e che è corso incontro al Gianni nazionale per abbracciarlo e ringraziarlo per avergli aggiustato il debutto mondiale che altrimenti sarebbe finito con un 4 in pagella e una stroncatura solenne.