La Polonia si illude ma la Grecia le rovina la festa

Il miracolo si è realizzato, nessuno pensava che la Polonia sarebbe stata pronta per Euro 2012 e invece eccoli lì i biancorossi di Smuda nel monumentale Stadion Narodowy di Varsavia, un gioiello di bellezza e moderna architettura. Eccoli lì gli eroi di una nazione che, unica in Europa, non ha risentito della crisi e delle turbolenze economico-finanziarie che hanno colpito tutti gli altri stati. A cominciare dalla Grecia, sull’orlo del default, che si presenta all’esordio dell’europeo con 4.000 tifosi al seguito, una macchietta di blu nell’oceano biancorosso (58.000 spettatori) nello stadio nazionale. E anche la cerimonia di apertura, in altre manifestazioni mondiali o olimpiche grandiosa e spendacciona, fila via con leggerezza: organizzata dall’italiano Marco Balich, 800 volontari a sbandierare e disegnare coreografie, gran protagonista il 30enne pianista Adam Gyorgy che ha eseguito la “Studio Opera 25“ di Chopin. Dodici minuti di magia e di cultura musicale per i presenti ma anche per i 150 milioni che hanno assistito all’evento in diretta tv. Del resto è grazie a loro se l’Uefa incasserà circa 1,3 miliardi di euro.
Miracolo economico e organizzativo che però non si ripete sul campo perchè i biancorossi del grande vecchio Franciszek Smuda, che dall’ottobre 2009 non disputavano una partita ufficiale in quanto ammessi d’ufficio alla fase finale come paese ospitante, dimostrano la loro voglia matta di non fare da comparsa in casa propria, ma i limiti tecnici e tattici sono quelli che sono, la difesa sembra un groviera e i greci ne sanno approfittare in più di un’occasione. E pensare che il primo tempo si era chiuso con i polacchi in vantaggio e con un uomo in più. Perchè Lewandowski, il bomber del Borussia Dortmund, mette subito in ansia la difesa dei greci e va a segno al 17’ con un perfetto colpo di testa su cross dalla destra di Piszczek. I biancorossi sfiorano il raddoppio e vengono aiutati al 44’ dall’espulsione di Papastathopoulos, un rosso per doppia ammonizione che il mediocre fischietto spagnolo Velasco Carballo (ve lo ricordate in Napoli-Chelsea?) s’inventa.
Greci con l’uomo in meno nella ripresa e allora il ct portoghese Fernando Santos s’inventa la mossa a sorpresa: esclude la stellina Ninis (che nel prossimo campionato giocherà nel Parma) e inserisce Salpingidis che al minuto 6 approfitta di un’uscita a farfalle di Szczesny e pareggia. E ancora Salpingidis provoca al 23’ l’espulsione di Szczesny con il conseguente rigore che l’ex interista Karagounis si mangia, facendoselo parare dal neo entrato Tyton. Segna ancora Salpingidis ma in offside e la Polonia ringrazia. Insomma, primo tempo biancorosso, secondo blu: ok il risultato è giusto. Ma la festa polacca è rovinata.