Il portiere dell'Iran? Un ex pastore-pizzaiolo che ha ipnotizzato CR7

L'incredibile storia di Alireza Beiranvand, il portiere dell'Iran che ha parato un calcio di rigore a Cristiano Ronaldo. Nato da una famiglia di pastori nomadi, è arrivato a dormire per strada prima di diventare un calciatore professionista

Si può nascere in una famiglia di pastori nomadi, lavorare come pizzaioli e giocare un Mondiale parando un calcio di rigore a Sua Maestà Cristiano Ronaldo? Sì, se il tuo nome è Alireza Beiranvand. Dopo la prodezza con cui ha respinto il tiro dagli 11 metri di CR7 nella partita contro il Portogallo, il portiere dell'Iran si è conquistato le copertine dei giornali e delle riviste di mezzo mondo. Un bagno di celebrità meritato, per un ragazzo che alle sue spalle ha una storia pazzesca: in passato ha persino dormito per strada. Nato nel 1992 a Khorramabad, Beiranvand è cresciuto nel nord-ovest dell'Iran in una famiglia di pastori. Appassionato di calcio fin da piccolo, il suo sogno era di fare l'attaccante. Ma un giorno, quasi per caso, è finito tra i pali a causa dell'infortunio del portiere della sua squadra. Uno dei tanti colpi di scena della vita di Beiranvand, che sulla sua strada ha trovato molti ostacoli, a partire dalla famiglia. Già, perché il padre di Alireza, un pastore nomade, non vedeva di buon occhio che il figlio perdesse tempo dietro al pallone, al punto da strappargli più volte i guanti. Ma Beiranvand era ostinato: al pascolo delle capre, preferiva i tuffi sui campi polverosi.

Un bel giorno la decisione di fuggire dalla famiglia, direzione Teheran. Sull'autobus che lo avrebbe portato nella capitale, l'incontro con Hossein Feiz, un allenatore che dopo qualche giorno gli avrebbe dato una chance per dimostrare le sue doti di portiere. E un posto dove dormire, dop alcuni giorni trascorsi all'addiaccio. Ma la strada per diventare calciatore professionista era ancora lunga. Dopo avere lavorato come spazzino, pizzaiolo e lavavetri, Beiranvand è riuscito a imporsi come miglior portiere del campionato iraniano, prima con il Naft Teheran e poi con il Persepolis, il club più importante del Paese. Fino a conquistare il posto da titolare in nazionale, con cui non ha subito neppure un gol durante le 12 partite di qualificazione per i Mondiali di Russia. Dove ha alternato buone parate a qualche intervento non proprio pulitissimo, fino alla prodezza su Ronaldo. Che potrà raccontare ad amici e nipotini al pari di Hannes Haldorsson, il portiere-regista della nazionale islandese che qualche giorno prima aveva parato un rigore a Messi.