Prandelli non ripeta l'errore di Lippiil commento 2

M entre la Nazionale di Prandelli è in viaggio verso il Brasile, c'è da chiedersi quale sarà la missione affidata alla Confederations Cup. Per il superiore interesse del calcio azzurro, sono venuti meno quei giovanotti di grande futuro reclutati dall'Under 21 all'europeo di Israele. Verratti, Insigne, Destro, Saponara e Florenzi sarebbero stati utilissimi per costruire il ponte calcistico lanciato verso il mondiale del 2014 che non può certo puntare su tutti i reduci di Cracovia, Pirlo in particolare, Di Natale già fuori per anagrafe e molti altri. Così, nella comitiva allestita al ritorno da Praga col misero punticino utile alla classifica del girone, hanno guadagnato posizioni e credito gli esponenti delle seconde linee. Non sono tanti e non riescono a coprire tutti i ruoli, specie a centrocampo dove è possibile fin da ora segnalare il maggior numero di limiti, carenze strutturali e alternative.
Perciò è il caso di rompere gli indugi e di "testare" subito Astori e De Sciglio che sono i dichiarati sostituti del quartetto titolare schierato in Boemia (Abate, Barzagli, Bonucci, Chiellini). La difesa è l'unico reparto dove appunto ogni esperimento può essere realizzato senza alterare la cifra tecnica collettiva. Più complicato il lavoro di Prandelli a centrocampo e in attacco. Pensate agli eventuali rimpiazzi di Marchisio, De Rossi, Pirlo e Montolivo: trattasi di Candreva e Cerci che sono poi due ali e che costringerebbero il ct a modificare sistema di gioco passando al 4-3-3. In attacco poi, a parte Gilardino selezionato solo per mancanza di alternative affidabili, c'è solo Govinco dietro Balotelli ed El Shaarawy. La tentazione, spiegabilissima, è quella di puntare ancora una volta sulla vecchia guardia per evitare brutte figure. Ma si tratterebbe comunque di un errore. Lo stesso commesso nel 2009 da Marcello Lippi che trascinò in Sud Africa i reduci di Berlino e tra questi anche un Gattuso appena uscito da un delicato intervento chirurgico al gionocchio. Furono le premesse sbagliate per un mondiale successivo disastroso, coinciso, non a caso, con un paio di infortuni eccellenti (Pirlo durante la preparazione al Sestriere e Buffon alla prima sfida). I vice, persino quel Marchetti allora debuttante e recuperato adesso a un rendimento medio-alto, lanciati nella mischia mondiale da un giorno all'altro, non si dimostrarono all'altezza del compito.