Premi alla bomba carta e al sacco della Capitale

Riaperta la curva degli ultrà juventini e un riconoscimento per quelli olandesi

Diceva un abate francese che è peggio perdonare a tutti, che non perdonare nessuno. Deve essere stato questo che ha orientato le stranissime decisioni di questo fine settimana dove la Juventus (per la sanzione congelata dalla corte federale) avrà tutti i suoi tifosi, anche quelli che, mascherandosi come tali, vanno negli stadi per tirare bombe carta, nel giorno in cui gli olandesi vengono premiati dall'Uefa per il loro fair play come se i vandali del Feyenoord nel saccheggio di Roma, sfasciando opere d'arte ( foto ), quelli che hanno tirato una banana a Gervinho a Rotterdam, fossero estranei alle graduatorie. Il buon senso gettato dalla finestra, un po' come alla vigilia del sacco milanese dei Black bloc quando avere gli strumenti per distruggere non sembrava sufficiente a far cacciare i padroni del piccolo arsenale.

Le pulci che si mangiano, come nel palazzo di giustizia di Milano, incartamenti polverosi, la sanno più lunga di qualsiasi giudice. Nel calcio italiano le pulci delle curve si mangiano da tempo ogni buona intenzione. Alla partita come alla battaglia, lo stadio è la valvola di sfogo per troppe cose e non si può rinunciare soltanto per lasciare la scena ai calciatori, i nostri balocchi che spesso maltrattiamo con processi sommari. Eh già, da noi preferiamo le pulci da tribuna, magari in altri posti, tipo il Barcellona con Messi, le loro Pulci da grande spettacolo le allevano un po' meglio, invitandole a mangiare gli avversari e non la logica.

Striscioni abominevoli, tattiche di guerriglia, in pochi a decidere per tutti come si vede bene quando vengono ordinati cori da gente che la partita neppure se la guarda. Vero che sarebbe crudele castigare la massa degli appassionati che aspettano la partita per divertirsi, ma per salvaguardare diritti sacrosanti si fanno reclami che garantiscono i black bloc da stadi. Ci si agita per avere una giustizia diversa. Insomma è meglio stare dalla parte di un presidente come quello del Napoli che parla di congiure e poi non può aspettarsi che la gente non legga, non valuti e si vendichi in maniera sgangherata. Succederà e per Platini il San Paolo (su cui è scattata un'inchiesta per carenze organizzative e fuochi d'artificio) non sarà più uno stadio da frequentare, peggio di quando era il nemico sul campo. La bomba carta di Torino collegata all'agguato di padri e figli al pullman juventino, la furia granata per vecchi rancori legati, una faida che ha fatto diventare orchi i genitori di un derby giovanile dove assisteva il Pessotto passato attraverso l'inferno della depressione.

Non perdonare nessuno è davvero sbagliato, ma non accorgersi del male che è governato dai soliti noti sembra anche peggio, allora viva quei giudici che non si nascondono dietro al diritto e come è successo in Grecia dove, in due partite di basket, hanno chiuso per tre turni il palazzo e punito severamente chi aveva minacciato di morte gli arbitri e un avversario che ora vive sotto scorta. Una bomba carta senza vittime, avranno pensato, non è niente in confronto ai morti e alle vendette del calcio argentino, brasiliano, ai selvaggi olandesi. Purtroppo i morti ci sono già stati anche da noi.