Il presidente è furibondo «Vogliono colpire l'Inter»

Moratti su tutte le furie: film già visto nei secoli dei secoli. Ma se andate a rileggere le cronache dell'Inter, anni sessanta, ritroverete pensieri e parole che non sfioriscono mai. Come fosse oggi. Il miglior Moratti (figlio) era quello che scartava e bruciava allenatori, comprava giocatori costosissimi e mandava arbitri a quel paese. Oggi Moratti è più moderato nel comprare e scartare, ma quando ci vuole ci vuole e gli arbitri sono un bel tiro a segno. «Io non credo alla buona fede», ha detto con tono perentorio nella notte di San Siro, attorniato dallo stato generale, dopo aver contato i 4 gol subiti da allenatore e squadra (che fanno 7 con quelli dell'andata). Già, meglio puntare il dito contro lo svarione dell'arbitro sul rigore assegnato (sul 3-1 per l'Inter!) all'Atalanta. «Da 20 o 21 partite non ci viene fischiato un rigore a favore: statisticamente è impossibile», ha insistito il presidente, perfino un po' invecchiato dai toni della sua ira.
Ma qui sta il problema: del capire o non capire. Moratti vuole i rigori a favore o non vuole quelli contro? Da qualche tempo l'Inter si lamenta di queste dimenticanze arbitrali. Chiede rigori più che lamentarsi di quelli subiti. O si lamenta di quelli subiti per confermare che ne vorrebbe qualcuno a favore: Moratti domenica è stato chiarissimo. Come se una società, ai tempi di calciopoli, avesse voluto ingaggiare Moggi non tanto per evitare problemi, ma per partecipare alla torta. Perlomeno curioso.
Discorsi da mala erba che l'Inter e i suoi tifosi alimentano. Esistono ragioni, ma senza esagerare. Bonolis è stato perfino accolto sul sito societario: «Disegno per favorire il Milan». E così Moratti deve spiegare: «È libero di esprimere il suo pensiero». Ma un retropensiero comune aggiunge: «Avrà parlato per conto del presidente?». Smentisci, uomo, smentisci. In quanti crederanno?
Sarebbe stato molto più comprensibile un pesante lamento per il rigore che la sconfisse all'andata a Bergamo, quando venne assegnato un rigore fasullo per intervento di Silvestre su Moralez. Ma allora la squadra stava ancora in scia alla Juve, alimentava sogni e possibilità da zona Champions. Stavolta tutto è perduto (fors'anche la panca di Stramax) e Moratti non ci ha visto più. Certo, ha fatto caso alle povertà della squadra. «Non dobbiamo essere così fragili». Ma non riesce a dimenticare le decisioni arbitrali, che, secondo i conti nerazzurri, quest'anno sono tante. E ieri ha ribadito accuse e concetti. «Non ho cambiato idea sulla buona fede. Basta vedere come è andato il campionato. Quando c'è volontà di colpire si colpisce. Nel dubbio hanno concesso il rigore contro Samuel e non quello a Rocchi».
Per il vero il campionato parla di grosse divagazioni nerazzurre, errori da asilo in campo e fuori. In un torneo così mediocre, una qualunque Inter avrebbe dovuto tener botta ed invece oggi è a 21 punti dalla Juve. Moratti è riuscito a dar peso perfino al pensiero del presidente federale Abete, maestro di retorica e fumo. «Moratti dovrebbe credere alla buona fede. Poi sbaglia Gervasoni, ma anche Ranocchia». Dategli torto. E qualcuno cominci a rispondere ad altre domande. Chi ha voluto Silvestre, Kuzmanovic, Jonathan, Schelotto, Rocchi? Perché e chi ha lasciato andare Livaja, Longo, Duncan? Chi ha venduto Balotelli, Destro e compagnia? Chi gestisce i tanti infortuni? Perché si ripetono? Perché la squadra gioca male? Perché è fragile? Perché Moratti ha bruciato tanti allenatori, salvo Mourihno e Mancini che hanno gestito tutto in proprio? Perché in 80 anni solo un'altra volta (16 anni fa) l'Inter ha perso 4-3 in casa? Perché Ranocchia sbaglia i gol? Qui la risposta c'è: perché non è un centravanti ma neppure uno stopper.

Commenti

cicero08

Mar, 09/04/2013 - 10:15

Sul "quando si vuole colpire si colpisce" Moratti, ma anche la magistratura visto che la relativa inchiesta è ormai annosa, farebbe bene a dire qualcosa sul collocameno SARAS che ha colpito e raso al suolo decine e decine di risparmiatori...

Ritratto di Falco1952

Falco1952

Mar, 09/04/2013 - 13:47

Voglio rispondere al buon e bravo Zanetti per aver detto che loro vengono danneggiati perché sono diversi da tutti,cosa significa per lei Zanetti essere diversi nel calcio?forse giocare meglio delle altre squadre?No,forse aver maglie più belle?No,forse essere i più belli?No,forse essere più intelligenti,sembra di No,forse essere più onesti neanche questo sembra essere un vostro pregio visti i fatti ultimi successi con tanto di prescrizione senza parlare dei passaporti fasulli e del colpo di classe dello scudetto di cartone,dopo essere arrivati ad una valanga di punti dal primo e secondo posto.La prego sig.Zanetti torni in sé non faccia come i sinistri che hanno sempre dichiarato la loro diversità e poi sono finiti come e peggio degli altri.Da milanista,senza rancore.

COSIMODEBARI

Mar, 09/04/2013 - 16:51

Signor Signori ma lei è così o ci fa?...Cosa centra i rigori non dati con il parco calciatori o l'allenatore di una squadra. Ognuno paga nel campo in cui opera, altrimenti i rigori sarebbero dati non per i falli da rigore, ma solo per il parco calciatori e/o il mister in panca. Menomale che il giornale è online, ovvero gratis, perchè per certi articoli meglio comprare altro tipo di ...carta.