A processo l'ultrà che sparò a Ciro

De Santis accusato di omicidio volontario. In aula in barella davanti alla madre della vittima

«Non mi hanno mai chiesto scusa, ma non è a me che devono presentare le loro scuse. Dovranno spiegarlo a Dio, un giorno, quello che hanno fatto». Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito, invoca giustizia divina mentre ieri ha vinto la prima battaglia per ottenere quella terrena.

Il gup Maria Paola Tomaselli ha infatti accolto la richiesta dei pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio, rinviando a giudizio Daniele De Santis. L'ultrà romanista, accusato di aver ferito a Roma il supporter partenopeo con un colpo di pistola alla schiena poco prima della finale di coppa Italia Fiorentina-Napoli, dovrà comparire l'8 luglio davanti alla III Corte d'Assise di Roma per rispondere di omicidio volontario, lesioni e porto abusivo d'arma. Ciro, infatti, morì il 25 giugno, dopo un calvario di 54 giorni.

Sotto processo per rissa anche il napoletano Gennaro Fioretti, che faceva parte del gruppo che in viale Tor di Quinto, insieme a Ciro Esposito, si avventò contro «Gastone».

Ieri De Santis era presente in aula ed ha assistito all'udienza su una barella, scortato dai genitori. Ad attendere il suo arrivo, davanti al tribunale, amici e parenti che gridavano «forza Daniele». Dall'altra parte del piazzale la famiglia della vittima e al centro le forze dell'ordine, pronte ad intervenire temendo che gli scontri di quel maledetto pomeriggio di maggio potessero ripetersi. Già dopo il ferimento mortale, infatti, la vicenda aveva avuto strascichi dolorosi, quando l'11 maggio scritte offensive contro Ciro e l'ispettore di polizia Filippo Raciti erano comparse su alcuni muri della capitale. Una pugnalata per Antonella Leardi, che ieri non ha nascosto la sofferenza, guardando l'assassino del figlio. «Il dolore che ho provato oggi - ha detto la donna - è simile a quello che si prova durante il parto».

Secondo quanto ricostruito nella maxiperizia dei carabinieri l'azione parte proprio da De Santis, che inveisce verso i tifosi napoletani, lanciando petardi e fumogeni. Ma i supporter azzurri non ci stanno. L'ultra romanista fugge verso il vialetto che porta al Ciak Village,dove viveva, e tenta di chiudere un cancello. Ma viene raggiunto dai napoletani tra cui Ciro Esposito. Cade a terra e sopraffatto dagli aggressori, ferito e sanguinante, impugna l'arma esplodendo quattro colpi.