«Pronti al nuovo corso in Psa Ben vengano nuove sinergie»

L'ad della Casa tedesca: «Siamo tranquilli. Importante ora è il closing. E dopo si guarderà ai prossimi tre anni»

Pierluigi Bonora

Milano Dopo le pubblicazioni, si attende la data che sancirà il matrimonio tra Psa Group e Opel. Definita l'acquisizione da Gm e con in corso i colloqui tra le parti in vista dell'integrazione, sarà l'Antitrust a dare la benedizione alle parti. Per Opel, a quel punto, si apriranno le porte di Casa Psa con Peugeot, Citroën e Ds.

Al ceo Carlos Tavares, poi, il compito di indirizzare strategicamente i vari marchi. In Italia, come in altri Paesi, Opel si prepara intanto al nuovo corso. Lo stato d'animo di Roberto Matteucci (nella foto), ad del marchio tedesco in Italia.

Ieri con Gm, oggi ancora per poco in carico agli americani, e domani ci sarà Psa.

«Ieri è ancora oggi - risponde Matteucci - perché Opel è ancora al 100% di Gm. In sostanza, ieri e oggi coincidono. Domani, una volta chiuso l'accordo, partirà una nuova era, anche se nel breve non sono da attendersi sconvolgimenti. In questo periodo stiamo lanciando due prodotti pensati e voluti con Psa quattro anni fa, quando Gm era nel capitale dei francesi. Ora, fatto l'accordo, si guarderà ai tre anni avanti. Da prendere ci saranno decisioni importanti sulle nuove piattaforme e i segmenti piccoli, per esempio. Abbiamo annunciato che la nuova Opel Corsa nascerà su una piattaforma comune con le compatte di Psa. A noi, addetti ai lavori, tutto questo non ci sconvolge: è la logica conseguenza dell'accordo».

A Psa, inoltre, interessa il vostro know how sull'elettrico.

«Sempre più aziende devono condividere piattaforme, motori, tecnologie e le conoscenze sulla guida autonoma. una necessità che riguarda tutto il mondo automotive, soprattutto in Europa viste le nuove normative sempre più stringenti. Ben vengano, allora, tutte le sinergie possibili».

Nel mondo di Opel Italia nessuna preoccupazione, dunque.

«Le regole di ingaggio sono molto semplici. E c'è la massima chiarezza. Fino all'ultimo giorno saremo Gm al 100%. Fatto il closing passeremo in carico a Psa. Come unità locale continuiamo a essere concentrati sugli aspetti commerciali e l'assistenza. Non siamo coinvolti nelle operazioni a livello centrale».

Tutti i marchi manterranno la propria identità.

«Indagini di mercato dimostrano che, a livello europeo, esistono precise differenze. Ci sono Paesi che, per vari motivi, guardano più a certi marchi, piuttosto che ad altri. In Germania, per esempio, i generalisti francesi hanno difficoltà. Ecco, allora, che il nuovo gruppo può avvalersi della germanicita di Opel. Non dimentichiamo che il ceo Tavares, quando era in Renault, ha lavorato all'alleanza con Nissan, con tutte le condivisioni che ne sono seguite nel rispetto delle singole identità».

Intanto, il numero uno di Opel, Karl-Thomas Neumann, si è dimesso.

«È una decisione che non ha sorpreso più di tanto. In alcune situazioni può succedere. Importante, ora, è il closing, a cui seguiranno i famosi 100 giorni che Tavares ha dato a Opel per mettere a punto il piano di ristrutturazione».

Il nuovo presidente di Unrae, Michele Crisci, punta a unire gli attori della filiera automotive, partendo da Anfia e Fca.

«Sono felice per la sua nomina. Crisci ha tutto il mio apporto, sono d'accordo sulla volontà di unire e non dividere. Non c'é più tempo da perdere, vista la legislazione sempre più complessa. Crisci sta agendo in modo sereno, umile e concreto. Avanti così».