IL PUNTO

Icapovolgimenti tecnici di Singapore fanno leva su due elementi di grandissimo significato: un rinnovamento motoristico che si è rivelato tanto più consistente per la Ferrari che non per la British-Mercedes, colpita nelle prestazioni e nell'affidabilità, e un episodio-pneumatici discutibile fin che si vuole, ma parte integrante della correttezza e della lealtà nella competizione. Né sfuggirà anche un terzo elemento importante, dovuto ai caratteri del circuito cittadino e basato su una motricità e su una efficienza aerodinamica che ha dato dei punti ai "leader" del mondiale, con il rilancio anche di un binomio Rbr-Renault che tradizionalmente ha fatto scuola in questo ambito. È giusto attribuire tanta importanza al capitolo-motori, perché l'intera parte finale della stagione si giocherà su terreni via via più rapidi e ci saranno le migliori occasioni per riconoscere i meriti della Ferrari, che, secondo le mie analisi, sarebbe dovuta riuscire vittoriosa già all'esordio del super-motore a Monza.

Al contrario, il rinnovato propulsore di Brixworth, per quanto eccellente, ha incontrato due cedimenti nelle prime due uscite, a livelli paritari di potenza con Maranello. Per le pesanti implicazioni delle gomme, oggi che si costruiscono le vittorie già alla partenza, con il favore dello schieramento in prima fila, la svolta è data dalla dimostrazione che la Fia-Tv è apparsa molto decisa (fine dei favori-Mercedes?) nella richiesta del rispetto delle ultime norme, private e non sancite dal regolamento, ma pur sempre norme, pattuite e accettate. Il mancato rispetto della Mercedes nel Gp d'Italia ha trovato rigori inauditi a Singapore, con grandi riflessi soprattutto in sede di qualificazioni, dove la Ferrari è stata ben ricompensata. Con l'augurio della migliore e più equilibrata continuità.