Il Punto

I l tema tecnico dominante di questo convulso Gp del Belgio, con molte riflessioni per quel pressoché solito groviglio alla Source in partenza, resta quello della potenza a telecomando. Nondimeno, non si può sottacere che è ormai tempo di rivedere la norma del distanziamento dei 16 metri (Articolo 35.4) delle macchine sullo schieramento, oggi insufficiente quasi dappertutto e domani peggio, con i gommoni del 2017. Eppure, in questo caso, la responsabilità maggiore resta per l'anomalia dello spunto di Verstappen, sotto enorme pressione, più che il suo azzardo all'interno, per l'eccessivo varco lasciato da Raikkonen e la soverchia insistenza di Vettel dall'esterno.

E, con quella magnifica partenza delle due Ferrari, alla caccia della Mercedes di Rosberg, è stata l'intera fisionomia della corsa ad essere stravolta. Peccato, perché il Cavallino ha mostrato indiscussi progressi. E perché è stata impedita la migliore valutazione del potenziale nei confronti della Rbr, insospettatamente alto sul veloce tracciato di Francorchamps, ma teoricamente riequilibrabile. Così, con questo inconveniente di partenza, ci si può basare soltanto su episodi secondari, dopo il doppio intervento della Safety-car e con la risultanza finale di vedere una Rbr tra le due Mercedes d'Inghilterra a conti fatti. Esattamente come all'inizio di questa F1 turbo-ibrida, nell'indimenticato Gp d'Australia del 2014. Con la differenza, però, che la macchina inglese, con motore Renault, allora venne squalificata. Ufficialmente, per aver superato il limite dei 100 kg di carburante dalla partenza all'arrivo; in realtà, per infrazione continuata degli Articoli 5.1.4 e 5.1.5. E ciò significa che, fin da allora, la Rbr sapeva come portare il motore Renault alle quote Mercedes, con una mappatura a grandi consumi istantanei. Solo che allora esisteva la squalifica.