Quei tre toscani che contano in Italia

Si riaprono i giochi della Champions. Quelli di domani sera al Bernabeu tra Real Madrid e Roma ma anche quelli del nostro campionato dove alle spalle della Juventus il quadro vede il Napoli e la stessa Roma, grazie al lavoro di tre italiani, tre toscani, tre allenatori diversi per stile, carattere ma comunque tre professionisti arrivati al vertice dopo le scuole elementari, le medie e il liceo, non certo per grazia ricevuta. Tre squadre che vivono situazioni analoghe ma con progetti diversi, la testa della Juventus viaggia verso Monaco di Baviera, il Napoli ha soltanto lo scudetto come traguardo di massimo godimento, la Roma grazie a Spalletti è tornata al centro del villaggio ma quello vero, non del cocoricò Garcia.

Partita a tre, una certezza e qualche incognita. La Juventus continua a non subire gol, Buffon si avvicina al record ma è già nella storia. Fa notizia il gol di Lemina che a ventidue anni ha un ginocchio leso e rischia ad ogni contrasto di giacere. Ieri il suo colpo d'arte ha tolto dagli affanni Allegri che sbraitava a bordo campo contro tutti, Pogba per primo, sempre alle prese con lo specchio e non con il pallone. Il Napoli ha una belva che lo spinge dovunque, Higuain può pesare anche un quintale ma sa di football a differenza di chi lo critica, nel calcio contano i fatti e l'argentino procede con questi.

La Roma non è più squilibrata, Spalletti mette paura ai suoi, lo ha detto Pjanic, di questo aveva bisogno la squadra abbandonatasi ad ozi e vizi tipici della capitale, il reduce dalla campagna di Russia ha insegnato l'arte del vivere e del giocare. Totale: la nuova triade riunisce l'Italia, nord, centro e sud, sotto la bandiera di Toscana. Nessuna allusione a Matteo Renzi che è un po' come la sua Fiorentina, promette ma non mantiene.