PUNTO DI VISTA

di Tony Damascelli

P revedibile. Previsto, in linea con le abitudini della casa. La perfida Juventus prosegue la sua corsa liquidando i resti del Palermo stremato da Zamparini e, grazie alle disgrazie altrui, si ritrova con nove punti sul Napoli, acefalo di Higuain e quattordici sulla Roma, due sedicenti avversarie che puntavano allo scudetto ma si sono arrese anche prima del previsto, come sta accadendo da cinque anni. Il Napoli di San Siro si è accasciato sulla propria fragilità nervosa, la Roma a Bergamo è stata salvata dalla vergogna grazie al colpo di un quarantenne che si chiama Totti, lo dico e ridico riferendomi a Spalletti, espulso senza sorpresa per me, perché quando ci sono da gestire le difficoltà, il predicatore di Certaldo smarrisce l'equilibrio e la predica. Il problema non è, dunque, la conferma del capitano ma far capire all'allenatore che a Roma ci sono già due papi, non necessitano altri pontefici.

Se alla quaterna juventina partecipa anche Padoin significa che la Juventus va con il pilota automatico, nella giornata di gloria c'è la cattiva notizia: si è accasciato Marchisio e questa è una mazzata ferocissima non soltanto per la Juve ma per il ragazzo e per Conte che, quasi sicuramente, dovrà rinunciare per l'Europeo al centrocampista bianconero in un reparto già fiacco. Che altro potrebbe accadere da qui alla fine? Soltanto un ribaltone, una trivella a ogni logica, l'Inter si mangia mani, dita e gomiti se ripensa a tutto quello che ha buttato via, il Napoli sta in silenzio stampa, della Roma friabile ho detto, tutti hanno i fili scoperti, tranne la Juventus che si è ripresa dal veleno bevuto in coppa e ha ribadito di essere la più forte, senza aiuti e sospetti. Quiz da referendum: Zamparini licenzierà Ballardini? Non è necessario il quorum.