Quattro schiaffi all'Inter È Higuain-Mertens show

Difese da brividi, partita spettacolo, Napoli più bravo. Mazzarri prende fischi e gol L'era Thohir ancora senza vittorie. Rosso ad Alvarez. Handanovic para un rigore

Fischi e gol per Walter Mazzarri e l'Inter che non riesce più a vincere. Thohir segnerà un altro meno sul suo ruolino di partenza (non ha ancora vinto in campionato). Napoli non ha scordato o'passato, ma Don Rafè Benitez le ha fatto intravedere il futuro. Sei gol, Inter a lungo in dieci. Higuain signore e sovrano dell'attacco, Mertens fa show con lui, gli altri sono un meraviglioso coro. Stecca la difesa e sarà la dannazione di questa squadra. Esattamente come quella dell'Inter. I gol subiti fanno più male di quelli segnati. L'Inter si consola con il miglior attacco, ma sta lentamente scivolando sul piano inclinato dei suoi difetti. L'Emmenthal difensivo nerazzurro è il peggior affronto al credo di Mazzarri. Il gioco speedy gonzalez dell'attacco napoletano è uyn marchio di qualità che anche ieri sera ha fatto vibrare d'emozione il San Paolo.

Cinque gol e un palo nel primo tempo: ormai è il segnale del solito calcio spettacolo all'italiana. Lontani i tempi in cui le difese facevano partita e dettavano legge. Qui, al massimo, fanno venire il mal di pancia ai tifosi. I gol subiti dall'Inter fotocopia di tanti altri subiti quest'anno, quelli incassati dal Napoli fotocopia degli eterni pasticci della difesa di Benitez. Difese da buttare, il resto molto meglio. Attacco e centrocampo si sono fronteggiati con pari dignità. Napoli tempestoso e impetuoso nel prendere velocità, Inter più compatta e attenta nello sfruttare gli errori degli avversari. Palacio ha avuto vita facile nell'infilarsi negli spazi larghi, ha cercato il gol eppoi lo ha fatto trovare a Cambiasso lasciandosi scorrere fra le gambe la palla inviata da Guarin: il pelatone si è visto un mondo spalancato davanti al suo tiro. Higuain è stato spettacoloso e spettacolare: nove minuti per lasciare il segno con uno straordinario sinistro al volo. Azione che sarebbe stata il refrain del meglio napoletano in tutta la sfida: percussione veloce ad ampio raggio. La prima volta Nagatomo respinge una palla spedita da Callejon, dormono Ranocchia e Rolando, nessuno chiude gli spazi, e vai con Higuain. Poco dopo Insigne ci riproverà, ma colpirà il palo.

Partita piena di azioni dai e vai, c'è sempre qualcuno che mette un piede a fermare l'idea. Cambiasso molto indaffarato a centrocampo, Guarin devastante solo come attaccante puro. Alvarez con giocate una tantum. Inter più pressante con Jonathan sulla destra. Napoli fantastico nelle azioni rubate al rugby. Così anche il gol del 2-1 dove Higuain fa l'artista e Mertens bombarda, destabilizzando la difesa. Il 3-1 parte, invece, dalla percussione del belga: Handanovic non trattiene il bolide e Dzemaili sfrutta l'ennesimo riflesso lento di Taider e Ranocchia. Infine la seconda rete nerazzurra approfitta del pasticcio difensivo napoletano sull'affondo del Guarin giaguaro d'area: Rafael mette una mano, nessuno mette il piede, Nagatomo non se lo fila nessuno e va in gol.

Roba da mal di testa per tutti: il quartetto d'attacco del Napoli è uno scintillio di fuochi d'artificio ma regala anche un'idea di squadra pronta a giocare secondo una strategia rigida e attenta. Inter a punta unica eppure un po' meno rassicurante nell'armonia dei movimenti e delle coperture: un vizietto pagato spesso. Partita gestita da entrambe con la voglia di attaccare e far male. L'Inter ha sfruttato la miglior freschezza atletica nella ripresa, il Napoli ha cominciato a sentire le fatiche della Champions. Rafael ha salvato un gol sull'affondo del solito duo Palacio-Guarin, rischiando di rimetterci la faccia. Kovacic (fuori il bisontino Taider) ha portato un po' di qualità ma poca cattiveria agonistica. Alvarez, per un innocente colpo di mano, ci ha rimesso il resto della partita: espulso per doppia(severa) ammonizione. Ma speranze e fuochi d'artificio sono davvero finiti quando il Napoli ha riproposto l'ultimo refrain: Insigne da sinistra, palla a traversare l'area, tutti guardano, Rolando di più e Callejon sbuca al tap-in dall'altra parte. Gol già visti e rivisti: sia quelli del Napoli, sia quelli subiti dall'Inter. Potevano essere di più. Il Napoli ha buttato un rigore, provocato da Ranocchia, calciato da Pandev e parato da Handanovic. Ma la partita aveva già detto, e spiegato, tutto.

Commenti

Jeremy560

Lun, 16/12/2013 - 13:02

Riassumendo: l'Inter non è una squadra di vertice. L'allenatore non è all'altezza (vedi Napoli allenato da mazzarri). I vertici della società fanno pena: Thoir è un businessman....non capisce nulla di calcio soprattutto quello italiano e non intende cacciare fuori milioni di euro per far godere gli interisti! Amen.