Questa Italia fa tremare l'Europa

Chiellini e Pellè annientano una Spagna a fine corsa. E adesso sotto con i Panzer

Sarà ancora Italia-Germania - l'appuntamento per l'ennesima sfida da dentro o fuori con i Panzer è fissato per il 2 luglio a Bordeaux - e stavolta non si può dire che era facile aspettarselo. Non andatelo però a dire ad Antonio Conte e ai suoi azzurri che volevano restare aggrappati al torneo e lo hanno fatto con una prova davvero splendida sul piano dell'intensità, del ritmo e delle occasioni da gol. Insomma, di fatto travestendosi da Spagna per più di un'ora e tornando nel finale a indossare i panni della Nazionale tutta difesa e ripartenze, capace di soffrire, di sacrificarsi e di resistere nei momenti più complicati.

La partita perfetta, quella che Conte aveva preparato con grande cura e nella quale tutto o quasi è girato nella maniera migliore. Una squadra da brutti, sporchi e cattivi, la caratteristica principale della truppa del ct leccese, ma anche bella per lunghi tratti del match visto il gioco espresso. Oltre che brava ad andare in vantaggio dopo mezz'ora, esattamente come accadde contro il Belgio nella prima impresa del nostro Europeo.

Fummo noi ad aprire il brillante ciclo delle Furie Rosse otto anni fa, siamo stati noi a chiuderlo ieri, accelerando il congedo di Del Bosque dalla panchina della Roja. E tornando a battere gli spagnoli in una competizione ufficiale dal 1994 (il 2-1 di Boston nel quarto di finale del Mondiale americano).

Prestazione maiuscola quella degli azzurri, che scivolano già all'inizio sul prato bagnato da una forte e veloce pioggia come una Ferrari di colore azzurro. De Gea viene spaventato tre volte ma regala interventi eccezionali su Pellè e Giaccherini, Sergio Ramos rischia un clamoroso autogol, la Spagna sembra inerme di fronte a un'Italia che corre moltissimo (Giaccherini, l'esempio principe della squadra operaia di Conte, alla fine percorrerà quasi 13 chilometri). D'altronde l'ampio turnover applicato contro l'Irlanda ha permesso di far riposare per oltre una settimana quasi tutti i titolari e questo è stato un vantaggio in più. Chiellini sfrutta un rimpallo sotto porta dopo una punizione di Eder nata da un'ingenuità di Sergio Ramos, siglando il suo settimo gol in Nazionale, legittimando il dominio degli azzurri e mettendo la partita su un piano decisamente favorevole. Gli spagnoli si fermano in 45 minuti al 53 per cento del possesso palla, una cosa inusuale per loro, ma soprattutto con un solo tiro nello specchio (di Iniesta) e nemmeno pericoloso.

Del Bosque capisce che così non può andare avanti e sacrifica il nullo Nolito. Con Aduriz trova un po' d'ordine nel 4-3-3 ma De Gea deva ancora superarsi su Eder. Poco prima Conte aveva dovuto sostituire De Rossi (colpo all'anca per il romanista, ghiaccio immediato in panchina, recupero non facile per il match di sabato prossimo visto che era un po' zoppicante a fine partita) con Thiago Motta che si fa però ammonire per un colpo proibito di Lucas Vazquez. Aduriz, Sergio Ramos e lo stesso Vazquez (in campo al posto di Morata, che ha steccato la prova di maturità) falliscono tre chance, sebbene l'ultima sia stoppata dal fuorigioco. Poi s'iscrivono al tiro a segno anche Iniesta e Piqué, ma in porta c'è Buffon, mica l'ultimo della pista che regala due interventi dei suoi. Dentro Pedro, Insigne e Darmian per lo sprint finale. Lorenzo accende subito la luce, ma trova i guanti di De Gea. Fino a quando Darmian confeziona l'assist per Pellè. Gol made in Premier e settimo sigillo in azzurro anche per la punta del Southampton, autore di una gara di grande sacrificio così come Eder.

Conte corre e non si ferma più. Come la sua Italia, Prossimo ostacolo la Germania il 2 luglio. Guai a darci per spacciati.