Questa nazionale costa troppo ma per le tasche degli italiani

Kiev Nazionale orfana dei tifosi italiani. Mai accaduto nella storia dei grandi tornei di calcio un abbandono così clamoroso e improvviso. Il primo allarme suonò a Danzica dinanzi all'invasione degli spagnoli: 20 a 1 la proporzione segnalata sulle tribune dello stadio deputato al debutto azzurro in euro 2012. Ancora più vistosa, nella sfida successiva, a Poznan la differenza tra la sparuta pattuglia dei tifosi italiani e la marea a scacchi bianchi e rossi del tifo croato. Infine terza tappa, sempre a Poznan, identico l'effetto cromatico: la marea verde degli irlandesi soffocò lo spicchio tricolore pronto a invadere il prato verde dopo la qualificazione.
Perché questa curiosa latitanza dei tifosi italiani? «Nei tempi di crisi come questi, non si possono tirare le orecchie agli italiani» il commento comprensivo arrivato dall'albergo degli azzurri. La spiegazione allora ha un indirizzo preciso. Effetto della crisi economica, secondo le prime analisi dei soloni di casa nostra.
Eppure spagnoli e irlandesi che di sicuro non se la passano meglio, hanno invaso gli stadi mezza Polonia nelle settimane precedenti. Sono i prezzi molto alti dei pacchetti confezionati dai tour operator italiani, la spiegazione secondo altre fonti che non tengono conto di fattori i più diversi. Come ad esempio, la disaffezione nei confronti del calcio a causa dello scandalo più recente in parte contraddetta dalle cifre dell'audience televisivo: 20 milioni addirittura contro l'Irlanda anche per merito dell'orario serale.
Alla fine, di sicuro l'effetto isolamento della Nazionale ha più spiegazioni che insieme hanno concorso a determinare il risultato malinconico. Per il trasferimento in Ucraina, poi, le polemiche sui prezzi applicati dagli alberghi in occasione dell'europeo hanno addirittura coinvolto Michel Platini, presidente dell'Uefa intervenuto personalmente per denunciare l'impropria lievitazione. Per dare una idea dell'operazione sciagurata: una camera di un hotel non centrale, a Kiev, nel corso del quarto di finale, quattro stelle, ha raggiunto la quotazione di 450 euro. Per gli alberghi della categoria lusso, in pieno centro, nella piazza dell'obelisco, completamente dedicata alla fan zone, il prezzo ha sfiorato i mille euro a notte.
La comunità italiana di Kiev, non più di 300 unità, ha prenotato e trovato per tempo i biglietti del quarto di finale. Gli altri sono stati prenotati nelle ultime ore. E così i tifosi azzurri sono diventati 1.500 grazie a sponsor, esponenti del calcio e molti invitati. L'ambasciatore a Kiev, Fabrizio Romano, ha offerto una calorosa assistenza agli italiani giunti a Kiev. Installata sabato mattina una sala crisi nei locali dell'ambasciata che, per fortuna, non ha ricevuto chiamate per particolari interventi. Segnalata una sola aggressione, a un giornalista, nella metropolitana, denunciato lo smarrimento di un passaporto: ordinaria amministrazione. Per l'assistenza durante la partita, l'unità consolare mobile è stata inviata presso lo stadio Olimpico di Kiev, coordinata dal dottor Andrea Domeniconi, addetto commerciale all'ambasciata.
Nota invece, fin dall'inizio dell'europeo, invece, l'assenza di ministri e politici, tutti d'accordo nel disertare l'Ucraina per esprimere il dissenso sulla vicenda Tymoschenko. Scontata l'assenza anche in caso di finale, come promesso dal ministro per lo sport Gnudi. Solo il presidente Napolitano, considerato un tifoso del club Italia, potrebbe all'improvviso rompere l'isolamento e presentarsi a Kiev domenica 1 luglio. Ieri, accanto all'ambasciatore Romano, gli unici rappresentanti dell'Italia sono stati il presidente del Coni Petrucci e il segretario generale Pagnozzi.