In questo Milan più che il gioco preoccupano i nervi

La fragilità difensiva, per ora, è figlia della scelta di attaccare a pieno organico

Al ritorno del Milan da Napoli con un pesante carico di gol sulla schiena (6 in due partite) più tre espulsioni che hanno rovinato il finale della sfida, abbiamo capito qualcosa sul presente e più di qualcosa sul futuro di Vincenzo Montella. La prima: il tecnico ha seminato in un terreno non molto fertile ma per veder spuntare le spighe bionde del grano bisognerà attendere più del solito, non il canonico mese. La seconda: che la fragilità difensiva, per ora, è figlia della scelta di attaccare a pieno organico, con i due difensori laterali all'occorrenza, uno dei quali, Abate, non aiutato nella fase più delicata da Suso. La terza: che la fragilità nervosa del gruppo è quella che più preoccupa e che deve portare a un radicale cambiamento. Montella oltre che sottolineare la fase a lui favorevole («a tratti il Milan è stato nettamente superiore al Napoli»), deve anche prendere atto delle debolezze che, se si possono spiegare con la presenza di Gomez appena arrivato, devono portare a qualche correttivo.

Anche a proposito del mercato, è evidente che imbastire una polemica sulle parole di Vincenzo sabato notte («ho come l'impressione che i cinesi abbiano sbagliato l'indirizzo del bonifico!») è un formidabile pretesto. Che il Milan abbia dovuto, per motivi noti, accontentarsi di rinforzi a basso costo e di nessun appeal, è affare noto anche al più distratto degli osservatori. Quando firmò il contratto (fine giugno), le previsioni di chiudere l'intesa con il fondo cinese erano diverse da quelle attuali che scandiscono l'arrivo di 85 milioni entro il 9 settembre e la chiusura dell'affare, con voltura delle azioni, dopo il 9 novembre. Basti pensare a questo scenario: con la cassa piena, Galliani avrebbe potuto portare a Milanello Pjaça, Zieliski e Musacchio e invece sono arrivati Vangioni, Lapadula, Gomez, Sosa e Pasalic. Avrebbero modificato la cifra tecnica attuale del gruppo? La risposta è naturalmente sì. Per il momento bisognerà accontentarsi del gioco propositivo allestito dal tecnico che ha recuperato elementi dimenticati dal predecessore (Suso). Non per niente è intervenuto, a sua difesa, Arrigo Sacchi.

Commenti
Ritratto di GWENDOLIN

GWENDOLIN

Lun, 29/08/2016 - 17:31

Insisto : si possono comprare i calciatori necessari con il fido bancario come fanno molti cristiani, senza aspettare il famoso " CLOSING" che comincia a puzzare........vedi gli acquisti Inter!!!!!Gwendolin

Ritratto di lucavelasco

lucavelasco

Lun, 29/08/2016 - 20:39

Il compromesso di vendita non è un contratto. Quindi non si cartolarizza. Avrebbero buttato chissà quanti milioni. Ormai è una società da mezza classifica come Torino Genoa Empoli etc. Han passato anni a lucidare le coppe vinte mentre gli altri giravano il mondo.Il Milan è pieno zeppo di brocchi: società giocatori tifosi e giornalisti.