Quintana tra Giro e Tour vince la Tirreno

Dopo il Giro d'Italia, in attesa di buttarsi nella mischia al Tour de France, Nairo Quintana vince la Tirreno-Adriatico. È il primo colombiano ad aggiudicarsela in cinquanta anni di storia. Un anno fa secondo, alle spalle di Contador, quest'anno non ha avuto rivali.

A Quintana la “corsa dei due mari", a Fabian Cancellara, 34 anni oggi, la crono finale sulle strade di San Benedetto. Il battuto è il nostro Adriano Malori, che ieri si è dovuto inchinare per soli 4" al campione elvetico. Contador è stato il migliore degli uomini di classifica, facendo registrare il 15° tempo a 31" da Cancellara. Nibali appena sotto, 17° a 32". Non male quindi la prova del siciliano, che tra i big è quello attualmente più in ritardo di preparazione, ma in ogni caso concede solo 1" a Contador. «A Vincenzo mancano i fuorigiri - ci spiega Paolo Slongo, l'allenatore del siciliano -. Ma lo sapevamo: per noi non ci sono assolutamente problemi. Adesso corriamo la Sanremo e poi andremo ancora due settimane in altura al Teide. Tutto procede secondo i programmi».

Soddisfatto per la sua Tirreno, Mauro Vegni, il direttore del Giro, al quale viene chiesto un parere sulla "querelle" Astana. «Il team kazako è sotto giudizio. Le cinque positività (tutte kazake, tre della squadra giovanile, ndr) dello scorso anno hanno indispettito molto l'Uci, la quale ha chiesto alla Commissione delle licenze di valutare la posizione del team. Se mai si arrivasse alla revoca della "patente" che dà il diritto di correre tutte le più importanti corse del mondo, bisognerebbe leggere e capire le motivazione - spiega Vegni -. Una cosa è certa: se le motivazioni fossero legate a fatti passati, già noti e superati, allora da parte nostra non ci sarebbe alcun problema ad invitarli con una "wild card". A Cookson, presidente del ciclismo mondiale, la scorsa settimana ho chiesto espressamente solo una cosa: che tutta questa vicenda sia chiarita prima del Giro. Basta casi Contador come al Giro 2011». Quando lo spagnolo, "sub iudice" per una controversa positività riscontrata al Tour 2010, corse il Giro e lo vinse. Poi, dopo cinque mesi, fu squalificato e per questo privato anche della "rosa".