Il racconto della madre di Buffon: "Il giorno in cui stava per morire"

La madre del portiere Buffon: "Temevamo danni al cervello, ma poi al nono mese ha cominciato a parlare e camminare"

"Gigio è un po' come un figlio, per me, con lui giocavo a fare la mamma, gli davo il biberon, lo tenevo per mano al mare con la nonna, mi piaceva prendermi cura di lui". A parlare è Guendalina, sorella maggiore di Buffon. In una intervista al Corriere della Sera Guendalina si commuove quando racconta la nascita, ad altissima tensione, del portiere della Nazionale. E passa la palla del racconto alla mamma Maria Stella. Che ricorda: "Il 28 gennaio 1978 mi nasce perfetto tra le otto e le nove, pesava quattro chili, l'ho fatto in tre minuti. Un'ora dopo arriva l'infermiera. Mio figlio è morto? E mi porta a vederlo: era cianotico, disteso come Cristo in croce con le flebo, faceva 130 respirazioni al minuto. Asfissia da cordone ombelicale. Se c'è stato un danno cerebrale ora non lo possiamo sapere. E invece lui al nono mese ha cominciato a parlare e camminare. È stato il primo in tutto".

La sorella di Buffon poi riprende il racconto e parla anche di Ilaria D'Amico: "Non chiamo mai Gigi per non disturbare. Anzi, sento di più Ilaria. Me l'ha voluta far conoscere prima degli altri, mi onora il suo rispetto. Mi telefonò per dire che stavano arrivando a cena. Oddio, questa è una vip, come devo apparecchiare la tavola? Lui suggerì di fare una grigliata di carne e verdure, che a lei piace. Ero agitatissima e invece è stata una bellissima sorpresa. Ilaria è una donna di buon senso, leggera, di grande intelligenza. E poi la prendo in giro e non si arrabbia, come quando viene in spiaggia con l'infradito: Ili, dove hai messo il tacco 12?".