Raiola svela: "Nel calcio esiste discriminazione consapevole"

Raiola, agente di alcuni dei giocatori più importanti del mondo, ha parlato del razzismo: "La gente pensa che nel calcio non ci sia discriminazione ma non è vero"

Mino Raiola è uno degli agenti più importanti e potenti sul panorama calcistico internazionale. Il procuratore di Mario Balotelli, Paul Pogba, Zlatan Ibrahimovic, solo per citarne alcuni, è sempre stato un personaggio diretto e senza peli sulla lingua. Raiola, ai microfoni del quotidiano olandese Expressen non ha usato giri di parole per definire il fenomeno razzismo e discriminiazione razziale, soprattutto in questi giorni dopo quello che è successo con i tifosi della Lazio allo stadio Olimpico con gli adesivi raffiguranti Anna Frank con la maglia della Roma.ù

Raiola ha parlato di razzismo e ha svelato un retroscena su un suo assistito, Romelu Lukaku attaccante dello United: "Il calcio è lo sport più democratico in assoluto, quindi dovrebbe essere uguale per tutti. La gente pensa non ci sia discriminazione, ma non è vero: i calciatori di colore ricevono sempre un certo tipo di trattamento. Ritengo ci sia discriminazione consapevole. In tanti mi chiedono sempre: 'Mino, ma questo calciatore è come Pogba, Balotelli e Lukaku?' Mai... Mi chiedono però se assomiglia a Ibrahimovic o Beckham?' E' così, gli atleti di colore vengono sempre collocati a parte. Ad esempio Lukaku ha sempre avuto problemi. Ricordo ceh sua madre mi disse che ad ogni partita doveva portare il suo certificato di nasciata. Nessuno degli altri genitori credeva avesse 12-13 anni, soprattutto quando segnava 3-4 gol a partita. E questi episodi non erano casuali".