Range Rover Evoque II con ancora più appeal C'è l'impronta di Velar

Lussuosa ed ecologica. Ecco la telecamera che evita di danneggiare il muso del veicolo

Piero Evangelisti

Atene «Design leadership» ed «engineering intelligence» sono le due forze che muovono la progettazione e lo sviluppo di ogni nuova Land Rover, con la prima che diventa decisiva quando si parla dei modelli Range. Solo grazie alla supremazia dello stile, guidato dallo zar Gerry McGovern, è potuta nascere, poco più di 8 anni fa, Range Rover Evoque, un Suv che ha conquistato 800mila clienti con il suo inarrivabile appeal. Adesso arriva la seconda generazione, tutta nuova sotto l'abito che, conservando la stessa taglia (4,37 metri di lunghezza, 2 di larghezza e 1,65 di altezza), è stato aggiornato, senza toccare proporzioni e soluzioni originali come la linea di cintura che sale verso la coda, con interventi ispirati dalla più grande Velar: maniglie a scomparsa, gruppi ottici più sottili e il layout degli interni.

A disposizione di questo corpo statuario ed elegante ci sono adesso la nuova piattaforma Premium Transverse Architecture e i motori Ingenium, benzina e diesel, con tecnologia mild-hybrid 48V con start& stop che entra in funzione già in fase di decelerazione.

Saliamo a bordo della nuova Evoque per la prima volta all'aeroporto di Atene per iniziare un percorso di prova che, dopo aver attraversato il canale di Corinto, ci porterà nel Peloponneso. Si viene subito avvolti da un abitacolo dove il lusso e la tecnologia, seguendo le linee tracciate dalla più grande Velar, trovano un equilibrio perfetto. Al centro della plancia ci sono ora due schermi Hd da 10 sovrapposti, quello superiore dedicato alla navigazione e all'infotainment, l'inferiore alla gestione di numerose funzioni.

Oltre che lussuosa, la nuova Evoque è anche ecologica e mette a disposizione nuovi materiali come lana, eucalipto e plastica riciclata (brevetto danese) che non fanno rimpiangere la più britannica pelle naturale, comunque disponibile. Torna, sul tunnel, la leva del cambio automatico a 9 rapporti di origine Zf, ma scompaiono molti pulsanti.

Prima ancora di mettere in moto la nostra Evoque II D240S equipaggiata del motore 4 cilindri turbodiesel, 2.0 da 240 cv (500 Nm di coppia) facciamo la conoscenza con due nuovi dispositivi Clear Sight collegati ad altrettante telecamere: il Rear View e il Ground View.

Il primo proietta nel retrovisore interno le immagini riprese da una telecamera posteriore, mentre il secondo mostra sul display il terreno che non vediamo a causa del cofano, utile per evitare fastidiosi contatti con marciapiedi alti e con fioriere.

Oltre 500 chilometri, tanti ne abbiamo percorsi in meno di due giorni al volante della Evoque, da Atene a Kranidi, in Argolide, e ritorno, su strade normali, rese però viscide da abbondanti piogge, e lontano dall'asfalto, fino all'incontro con un fiume che non abbiamo guadato, ma percorso per un lungo tratto senza problemi: pochi clienti si cimenteranno in una simile prova, ma conta avere la certezza di poterla superare. Il listino parte da 44.500 e sale fino a 72mila.