Ranocchia-Bonucci, il muro delle scommesse

Con l'audizione di Matteo Gianello, che ha confermato la tentata combine di Sampdoria-Napoli del 2010, si è chiuso anche il filone napoletano del calcioscommesse. Il pm Palazzi si avvia a chiudere le indagini, poi si prenderà qualche giorno prima di decidere i deferimenti e renderli noti: si arriverà a fine mese, sempre che il calendario non slitti ancora (l'ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro doveva essere interrogato domani, è slittato a mercoledì). Poi dovrà decidere se privilegiare i processi ai club con responsabilità diretta, come anticipato dal dg della Figc Valentini.
Ma la giornata di ieri è stata importante perché ha visto la «sfilata» di Andrea Ranocchia e Leonardo Bonucci, compagni di squadra ai tempi di Bari e che hanno spiegato le loro posizioni in merito a Udinese-Bari e Bari-Genoa della stagione 2010-11, oltre a quella di Domenico Criscito, interrogato su Lazio-Genoa della stessa annata.
Dopo quasi cinquanta minuti, il difensore dell'Inter (interrogato come «persona potenzialmente informata sui fatti») è uscito rilasciando solo una breve dichiarazione: «Tutto a posto». Più lunga l'audizione di Bonucci, due ore, ma all'uscita il difensore della Juventus non ha voluto dire niente al riguardo, al contrario dell'avvocato Chiappero, che lo assiste insieme al collega Bianchi, che ha «copiato» Ranocchia: «Tutto a posto».
Più loquace il legale di Domenico Criscito, partito dalla Russia per parlare di Lazio-Genoa 4-2 del maggio 2011, incontro che secondo gli inquirenti potrebbe essere stato aggiustato dall'ex terzino rossoblu assieme a Milanetto, Sculli e Mauri. Nell'ora e mezzo di audizione «Criscito ha chiarito la sua posizione e speriamo, in tempi abbastanza veloci, di definirla in maniera positiva» ha detto l'avvocato Guadalupi. Con la trasmissione degli atti di Cremona a Genova, Criscito spera di risolvere anche la sua posizione nel processo penale.
Chi invece era già stato sentito è Antonio Conte che ieri, per la prima volta dopo l'interrogatorio di venerdì, ha parlato della sua situazione: «Ho sempre avuto grandissima stima e fiducia in chi sta conducendo le indagini» ha detto nel ritiro della Juventus a Chatillon. «Ho potuto chiarire punto per punto, raccontando una verità assolutamente credibile. Un uomo conquista la credibilità nell'arco della vita. Penso che nei miei 42 anni, la mia vita sia stata molto credibile. La società, il presidente, 14 milioni di tifosi sanno chi è il loro allenatore. Io sono molto sereno, la coscienza mi fa stare molto sereno» ha detto Conte. Meno sereni i suoi tifosi, che hanno dedicato cori poco carini al grande accusatore dell'allenatore bianconero: «Carobbio pezzo di m...» lo slogan più gettonato a Chatillon.