Raonic prende a pallate anche Seppi Addio sogni di Davis

Troppo forte il Canada. O, meglio, troppo potente il servizio di Raonic per consentire a Seppi di restare in partita e permettere a Fognini di giocarsi il quinto punto con Pospisil. Quasi un risultato annunciato: 6-4, 6-4, 3-6, 7-5 in 2h 24'. Eppure solo due posizioni separano il canadese, nato 22 anni fa a Podgorica in Montenegro, dal 29enne altoatesino: sedicesimo il primo, diciottesimo il secondo. Ma su quella maledetta superficie, velocissima, liscia che più non si potrebbe, c'era poco da fare con i formidabili servizi dei nostri avversari. Raonic, poi, è una macchinetta. In due partite ha messo a segno 60 aces: 25 con Fognini, 35 con Seppi. In soldoni ha vinto quasi 3 set solo con la battuta. Complimenti a lui, certo. Ci chiediamo, tuttavia, e lo chiediamo al presidente del tennis mondiale Ricci Bitti, se non sia giunto il momento di porre dei limiti all'uso di “tappeti” che uccidono il tennis.
Direte che siamo qui a menare il torrone perché l'Italdavis non ce l'ha fatta a superare il Canada e tornare in semifinale dopo 15 anni. Ma non è così. Solo i tifosi delle due squadre e qualche masochista potevano fare le ore piccole per assistere alla parodia d'uno sport ormai sempre più fisico e potente. Mai visto così in difficoltà Seppi che pure è considerato uno dei migliori “risponditori” al mondo: «Nei primi due set non riuscivo neanche a trovare la pallina, Milos è stato letale con quei servizi a oltre 220 kmh che al rimbalzo diventavano imprendibili. Non sono di primo pelo, ma devo confessare di non aver mai disputato una partita su un campo tanto veloce».
In due ore e mezza Seppi ha avuto tre palle-break, ne ha sfruttato solo una, quella che gli ha permesso di vincere il terzo set. Gli resta il rammarico di aver mancato di pochissimo, con un rovescio lungolinea, l'occasione di andare avanti per 2-1 nel quarto. Sulla terra rossa avrebbe vinto perché ha dimostrato di essere più solido di Raonic negli scambi. Ma l'altoatesino, al di là di quanto successo a Vancouver, non può regalare la frazione d'apertura all'avversario come spesso gli accade. A risultato acquisito i capitani hanno cancellato l'ultimo inutile incontro.
Toccherà quindi ai canadesi affrontare in semifinale la Serbia, vittoriosa sugli Stati Uniti. Djokovic ha fatto al solito la sua parte, ma ha riportato una distorsione alla caviglia. Dall'altra parte del tabellone se la vedranno Argentina e Repubblica Ceca che hanno eliminato Francia e Kazakhstan.