Real, morituri te salutant. Solo Spalletti non lo teme

Appena il 6% delle scommesse sulla Roma Il tecnico: "Ma no, abbiamo il 50% di chance"

Roma - Chissà se la dirigenza romanista sarà sobbalzata sulla sedia, leggendo le dichiarazioni di Spalletti ad As: «È stato un errore esonerare Garcia, perché un allenatore non si discute per qualche risultato sbagliato, bisogna aspettare», così il tecnico di Certaldo. La cui cura ha però fatto cambiare pelle in campionato alla Roma. Ma stasera l'asticella si alzerà bruscamente verso l'alto, con il ritorno sul palcoscenico europeo più prestigioso contro un avversario che fa venire i brividi solo per il nome: Real Madrid. Ecco perché una qualificazione dei giallorossi sarebbe una grandissima sorpresa.Nonostante il momento di forma e il precedente felice del 2008 (doppia vittoria giallorossa ed eliminazione dei Blancos sempre con Spalletti in panchina), oltre alla percentuale di successi del tecnico di Certaldo in Europa (il 57,1 per cento, meglio di Liedholm e Capello), appena 6 scommettitori su 100 - riferisce Agipronews - credono a una vittoria della Roma. Che almeno avrà un Olimpico pieno (50.000 le presenze previste).Spalletti - che ritiene il suo maestro Ancelotti (il tecnico della Decima dei Blancos) e ha già accantonato Totti («rispetto la sua storia e la sua qualità ma ho bisogno di fare risultati») - è realista tendente all'ottimista. «Non ci sono favoriti, abbiamo il 50 per cento di possibilità di qualificarci», così il nuovo condottiero dei giallorossi che va addirittura oltre: «Non mi meraviglierei se la Roma lottasse fino al 95' della partita di ritorno per il passaggio del turno e se poi lo superasse...». Resta il ricordo delle recenti scoppole con Bayern e Barcellona. «Anche io ho subito delle importanti sconfitte - ricorda il tecnico a proposito del 7-1 in casa dello United nel 2007 - ma si possono elencare anche importanti vittorie. Bisogna avere il coraggio di osare sennò non ci pentiremo dei cattivi risultati, ma di non aver tirato fuori il carattere».Di analogie con l'impresa di 8 anni fa ce ne sono poche: «Quella Roma era rodata nel gioco e aveva un sistema provato che aveva prodotto dei risultati - sottolinea Spalletti - questa ha imboccato ora una strada dove possiamo esaltare le qualità del gruppo. E anche il Real è diverso: quello era più stritolante sotto l'aspetto del gioco, l'attuale è più cattivo in determinanti momenti, ribalta l'azione con una velocità impressionante». Ecco che stasera si capirà se il mese di lavoro di Spalletti avrà permesso di ricaricare il carburante giusto (leggi condizione fisica) per affrontare partite di questo tipo e giocatori di livello. In primis Cristiano Ronaldo, criticato in Spagna perché ritenuto in calo rispetto alle passate stagioni e non più così decisivo lontano dal Bernabeu. «Può fare sempre la differenza perché è un calciatore moderno che ha forza, fisicità e fa gol. Ma niente gabbie, non vado a dire a tre miei calciatori che debbono marcarlo, altrimenti mi servirebbero 33 giocatori per affrontare il Real», la chiosa di Spalletti.

Commenti

giovauriem

Mer, 17/02/2016 - 10:50

spalletti non lo crede per che incosciente .